GIUGNO 2013 N.32

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DIVERSAMENTE GIOVANI: CAMPO CIM 2012 – 2013 di Maria Tamberi ’97

In CURIOSITA', SPIRITUALITA' on 13 gennaio 2013 at 05:48

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Molti conoscono l’esperienza estiva con la Casa della Carità che si svolge ogni anno in agosto, ma forse in pochi conoscono il piccolo campo che anche d’inverno coinvolge i ragazzi disabili della cooperativa CIM nel periodo di Capodanno. Già da due anni il nostro gruppo ’96-’97 e un altro gruppo di giovani della parrocchia prende parte a questa esperienza. Più che definirlo “campo” si potrebbe definire “vacanza”: vacanza perché c’è divertimento; vacanza perché ci si trova in un’altra città; vacanza perché ci si stacca dalla propria quotidianità; vacanza perché non ci sono più preoccupazioni; vacanza perché, già dopo qualche minuto dal ritorno a casa, si sente la nostalgia di ogni singolo momento, che sembra sempre passato troppo in fretta. Quest’anno siamo andati a Perugia ed eravamo in tutto 72 persone, tra giovani, adulti e bambini. Le nostre giornate si svolgevano molto tranquillamente, girando per il centro della città e visitando i luoghi di divertimento così come i luoghi culturali. Il secondo giorno l’abbiamo trascorso visitando Assisi e il Capodanno tutti insieme nell’ostello nel centro di Perugia, dove abbiamo alloggiato per quattro giorni. C’erano tante cose da fare e, poiché eravamo in autogestione, dovevamo occuparci noi delle pulizie, della cucina e della cura delle stanze comuni e delle camere. Eppure, a distanza di tempo, non riesco a ricordarmi della fatica che abbiamo fatto, ma piuttosto di come sono stata bene in quei giorni. Non riesco a definire noi un gruppo dove ci sono giovani generosi che si mettono al servizio di altri ragazzi meno fortunati, ma piuttosto un gruppo di amici, dove la diversità non è ciò che crea fatica, ma quel qualcosa che determina la bellezza dell’esperienza. E se penso alla parola “diversità” mi viene in mente Bugà, con il suo talento incomparabile nella danza; la Bice, con la sua voglia continua di fare uno scherzo a qualcuno; Chicco, che si spera sempre di non essergli vicino quando starnutisce; Enea e Rizzon, che nell’arco di un secondo sono spariti in giro per la città; e tutti gli altri senza i quali quei giorni non sarebbero stati gli stessi. E come ha detto Paul Valèry “Arricchiamoci delle nostre reciproche differenze”.