GIUGNO 2013 N.32

AMICI DI STRADA: TANIA

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Presentata da Martina D’Amore ’93

Tania ha 31 anni, ma il suo viso, nonostante la strada, ne dimostra meno. Ha un grande sorriso e occhi vispi. Viene da una famiglia di Forlì: un padre, una madre, una sorella. La vita la mette subito alla prova: a sei mesi ha la meningite. Passa molti mesi in ospedale, la madre sta sempre al suo fianco. Poi la madre resta incinta della seconda figlia, Tania ne parla con tristezza, “Da quel momento la storia è peggiorata”. Il padre era sempre più assente, andava a caccia nei momenti liberi trascurando le figlie. La madre (che nel frattempo era badante, donna delle pulizie e cubista) era solo una ragazza (contando che oggi ha 50 anni) che doveva pensare ad una famiglia intera. Poi come in tutte le famiglie i genitori litigano, litigano, litigano. Tania racconta che quando ha sedici anni minaccia i suoi genitori di andare a vivere dai nonni se avessero continuato a litigare. Trascorre un periodo di calma, solo apparente, in casa. Senza imbarazzo allora ci racconta della sera in cui, sentendo rumori e urla, si affaccia in camera dei suoi genitori e vede suo padre strangolare la madre. L’unica reazione che ha in quel momento è quella di prendere il coltello dalla cucina e colpirlo sulla schiena. Una ferita superficiale, per fortuna, ma secondo Tania è servita a tenere la situazione più controllata per un po’; “Non mi vergogno a raccontarlo, lo rifarei”. I genitori decidono infine di separarsi quando Tania ha diciassette anni; il padre se ne va di casa. Quando la sorella ha diciotto anni arriva una lettera da un avvocato: ha deciso di andare via con il padre. Rimangono in casa Tania e sua madre, ma hanno difficoltà a pagare l’affitto e le bollette. La madre decide di non lavorare più in discoteca quando le chiedono se fosse disposta a prestazioni diverse da quelle della cubista; “Mia mamma non lo avrebbe mai fatto”. Così all’inizio chiedono aiuto alla nonna per le bollette. In seguito non possono più contare neanche sulla stabilità economica della nonna. A volte riescono ad andare a dormire in albergo, altre volte si fanno ospitare da amici o dallo zio di Tania. Certe notti però dormono per strada. Tania fin da ragazza si è dovuta caricare di problemi troppo difficili da affrontare alla sua giovane età, aveva la responsabilità di tutto, della mamma, della casa. Tania in questi anni ha cercato di recuperare il rapporto con il padre e la sorella, senza successo però: il padre le ha fatto avere una lettera con la quale le comunica che non le verserà più il mantenimento perché “non si è comportata da figlia”; la sorella si rifiuta di vederla perché la ritiene “una fallita”. Trovare un lavoro è difficile sia per Tania che per la madre, “Siamo andate a Pesaro e Fano a fare dei lavoretti negli alberghi, ma finita la stagione estiva non servi più…” Il 21 settembre Tania è appena arrivata a Bologna con la madre quando conosce Pietro. La mamma si avvicina ai cani di Tiziana, un’altra donna senzatetto, per accarezzarli. Nella compagnia di Tiziana c’è anche Pietro. Tania si fidanza con uno della compagnia, lui ha molti anni di più. La relazione diventa soffocante per Tania, il suo compagno cerca di metterla più volte contro la madre. “ Diceva frasi strane, tipo o con me o con nessun altro…”. Nel frattempo Pietro si accorge del sentimento che prova per Tania, ma all’inizio non viene ricambiato affatto, “Mi diceva proprio di non romperle i coglioni!” racconta sorridente. Pietro non molla e continua a corteggiare Tania, chiedendo aiuto anche alla madre di lei. Un giorno, pieno di coraggio, si dichiara, ma riesce ad ottenere solo la promessa di farci un pensiero. Il 7 ottobre, stanco della situazione a Bologna e con una delusione d’amore da lasciarsi alle spalle, Pietro va alla stazione per prendere un treno che lo porti lontano. La madre, racconta Tania, le urlò “Vagli dietro, cretina!”. Scena da film: Tania lo rincorre e lo convince a restare. Il giorno dopo stanno assieme. Adesso dormono nello stesso dormitorio, ma anche per questo hanno dovuto aspettare. Prima Pietro accompagnava il cane da un’amica poi Tania al suo dormitorio e per poi andare al proprio. Da poco Tania e Pietro sono riusciti ad accedere allo stesso dormitorio. Camerate separate, ma almeno sono sotto lo stesso tetto. Non mancano i problemi per il mantenimento della cagnolina: Pietro l’ha trovata una notte in un sacco vicino a un bidone di via Indipendenza. “So che non sarebbe stato facile, non riesco a mantenere me stesso, figurati un cane” e poi i problemi sul dove lasciarla la notte. I dormitori forniti di cucce sono davvero pochi, altri non li vogliono proprio e allora c’è la solidarietà tra gli amici di strada: chi sta fuori tiene i cani di chi è nel dormitorio. Alla domanda “Com’è essere una coppia che vive in strada?” rispondono entrambi che la vita di strada rafforza un rapporto, ci si deve aiutare per forza, l’uno dipende dall’altro, è un rapporto basato sull’aiuto. Come una qualsiasi coppia della loro età hanno sogni nel cassetto: Pietro aspetta il posto fisso in una cooperativa, da cui è stato contattato, che si occupa di distribuzioni di pubblicità, Tania invece spera in un posto in un’azienda di distribuzioni di sigarette. Non sono preoccupati dal fatto che passerebbero da un contatto di 24 ore al giorno, alla metà. Prima il lavoro, poi magari una casetta e poi diventare in tre. L’impressione che ne ho ricavato è che Tania e Pietro siano due persone abituate ad avere pochi affetti e che si siano trovate, sapendo adesso di poter contare l’uno sull’altro, certezza che nella loro vita non hanno praticamente mai avuto e che, nonostante le difficoltà della vita, hanno sogni e speranze, proprio come tutti i giovani della loro età.

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  1. Una bella storia, anche se fatta di tante brutte cose, come sempre: un mezzo fallimento del sostegno sociale . A questa coppia non resta che augurare di trovare lavoro, stabilità, famiglia.

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