GIUGNO 2013 N.32

OSPITI A STOCCOLMA di Maddalena Cornacchini’95 e Federica ’95

In ATTUALITA' on 25 maggio 2013 at 22:05

Il modo migliore per imparare una lingua, è risaputo, è viaggiare. E quello migliore per conoscere davvero gli usi e i costumi di un paese diverso dal nostro è senza dubbio l’essere ospitati da una famiglia locale. Tanto meglio se in questa esperienza si è affiancati dalla propria classe e da ragazzi stranieri della propria età. E’ l’opportunità che si è presentata quest’anno a noi della classe 4°O del Liceo Copernico: uno scambio scolastico a Stoccolma, capitale della Svezia, della durata di due settimane complessive, una là e l’altra qui a Bologna, durante la quale abbiamo ricambiato l’ospitalità dei nostri corrispondenti. La nostra “avventura” è cominciata il 7 marzo 2013, quando, dopo una mattinata di viaggio (tra voli e cambi di aereo), siamo finalmente arrivati all’aeroporto di Stoccolma. In Svezia, quel periodo dell’anno è veramente molto freddo, con -6°C alla mattina, che a mezzogiorno diventavano 2/3°C per poi diminuire vertiginosamente nel pomeriggio fino a raggiungere i -10°C alle 20.00 (non dimenticherò mai la camminata di quasi mezz’ora alle 2.30 di notte con -11°C…): ragion per cui le nostre valigie erano straripanti di maglioni di lana, calze e giacche pesanti, quasi come se dovessimo affrontare l’Artico. Ovviamente la lingua ufficiale è lo svedese, ma la mancanza di doppiatori svedesi per i programmi televisivi e l’importanza data alla lingua inglese nelle scuole e nei rapporti commerciali con le altre nazioni , fanno sì che  questa lingua sia utilizzata alla perfezione dagli abitanti di questo paese: molti ragazzi svedesi non parlavano italiano o altre lingue da noi studiate e per questo motivo siamo stati “costretti” a usare l’inglese per comunicare con loro e con le rispettive famiglie. Inizialmente è stata dura, tra l’imbarazzo e l’italiano che ancora interferiva , ma già dopo un giorno le parole venivano naturalmente e la paura di dire qualcosa di sbagliato aveva lasciato il posto al pensiero: “L’importante è farsi capire”. Rapportandoci prevalentemente con ragazzi della nostra età, le differenze principali che abbiamo notato sono state quelle relative al sistema scolastico, che è molto diverso da quello italiano: l’obbligo scolastico va dai 7 ai 16 anni e i bambini in questa fascia d’età frequentano la grundschola, suddivisa in tre cicli. La Scuola Secondaria (Gymnasieskola) dura tre anni e si suddivide in programmi scelti dagli studenti in base alle loro competenze (ebbene sì, come in America). Esistono due tipi di programmi: quelli teorici o liceali e quelli professionali; i primi servono per l’accesso all’università, i secondi per la formazione professionale. Le materie obbligatorie sono Svedese, Matematica ed Educazione Civica e la valutazione avviene con le lettere dalla A alla F. Gli studenti non sono divisi in classi, ma cambiano aula e gruppo ogni ora di lezione. Anche l’orario non è fisso per ogni studente: si può entrare alle 8.20 come alle 10.00, in base al corso che si frequenta e non sempre le varie materie sono una di seguito all’altra (ad esempio possono passare anche 2 ore tra una lezione e l’altra e i ragazzi impiegano il tempo libero per studiare o passandolo in caffetteria con gli amici). Due sono le cose che ci hanno colpito molto: la prima è che i libri di testo sono forniti gratuitamente dallo Stato e il rapporto professori-alunni che è sorprendentemente rilassato e quasi “paritario”.

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