GIUGNO 2013 N.32

LA COSCIENZA COLLETTIVA PASSA DA QUELLA INDIVIDUALE di Marta Pruni’95

In ATTUALITA' on 25 maggio 2013 at 22:06

ama violenza-sulle-donne-immagine

Il 14 Febbraio si celebra la giornata contro la violenza sulle donne. Quest’anno è stata fatta “break the chain”, canzone dedicata alle donne e ballata in tutto il mondo con un flash mob, nelle piazze e nelle città. One billion rising è l’associazione che ha organizzato questa iniziativa, come molte altre, per sensibilizzare su quest’argomento.

La violenza sulle donne è un fenomeno di estrema gravità e tristemente attuale, riscontriamo infatti sempre più spesso episodi di questo tipo. In Italia ogni tre giorni una ama omicidio-cinisello-400donna viene uccisa da un marito, un fidanzato, spesso compagni o ex compagni di anni di vita, padri di figli cresciuti insieme. Come si fa ad ammazzare una ragazza per un litigio? La verità è che qualcosa esplode nella coppia e distrugge l’amore, lo capovolge. Rivela che quella relazione non era fondata sulla cura l’uno dell’altra, ma sulla costante pretesa di possesso da parte dell’uomo sulla donna. Molti uomini, anche ai giorni nostri, hanno un’idea della donna che regredisce nel tempo, oggetto e proprietà di cui poter disporre per fare quello che si vuole. Le pubblicità, i ama femmgiornali, la televisione hanno in comune l’utilizzo manipolatorio del corpo delle donne. In quasi tutte le società tradizionali le donne rispetto agli uomini hanno sempre vissuto situazioni di subordinazione e discriminazione, ma per anni le nostre nonne hanno lottato per la parità dei sessi; perchè si arrivasse ad avere una legge come l’art.3 della Costituzione:”Tutti i cittadini hanno pari dignità davanti alla legge, senza distinzione di sesso,di razza…”. Ancora oggi però questi diritti non sono totalmente adempiuti e rispettati, e la domanda che molte si pongono è “vale davvero la pena di fare sforzi sovrumani per essere sempre le seconde in azienda quando potremmo essere le leader della sfera domestica?E’ davvero gratificante fare settimane di settanta ore nel nome della parità e dell’indipendenza?” La donna, come l’uomo, ha diritto di lavorare ricevendo uno stipendio pari a quello di tutti gli altri. Chi l’ha stabilito che la donna è ama showimg2.cgiinferiore all’uomo? Eppure milioni di donne hanno manifestato, fatto scioperi della fame, si sono ribellate per ottenere lo stesso salario degli uomini, avere il diritto al voto, poter accedere a cariche politiche ecc. Tutte cose che oggi diamo per scontato. Il problema è che stiamo distruggendo tutto quello che queste persone avevano guadagnato con fatica, in primis la dignità. A tutte le donne che oggi raggiungono cariche importanti o anche solo semplici posti di lavoro, non grazie alla propria intelligenza e al merito, ma grazie all’utilizzo del proprio corpo, dico ama manifestazione-se-non-ora-quando_550x0che, per quanto non sia sempre facile, bisognerebbe del proprio corpo riscoprirne il valore, bisognerebbe prendere coscienza dell’importanza che le donne hanno nella società e non farsi mettere i piedi in testa, ma piuttosto reagire e combattere tutte le ingiustizie e le disuguaglianze che ancora esistono, perchè la cancellazione dell’identità delle donne sta avvenendo sotto lo sguardo di tutti e  senza che vi sia un’adeguata reazione, nemmeno da parte delle donne stesse.

Manifestazione "Se non ora quando ?" per la dignita' e i diritti della donne

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