GIUGNO 2013 N.32

QUALCHE PENSIERO E QUALCHE INFORMAZIONE INTORNO AGLI ANIMALI di Luca Capizzani ’91

In CULTURA, CURIOSITA' on 21 aprile 2013 at 02:34

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Voglio parlarvi di animali. Non perché penso siano più importanti dei fatti che stanno accadendo nel periodo in cui vi sto scrivendo, ma perché ritengo siano oltremodo degni di considerazione, e spesso dimenticati. Non tutti gli animali, ovviamente: non sono uno di quelli che splendidamente sostiene di amare tutti gli animali incondizionatamente: i cap MICROBI-PIDOCCH_3198virus, i microbi e compagnia bella penso siano difficili da apprezzare; sfido qualunque animalista o presunto tale a dirmi il contrario. Gli animali ancora oggi sono oggetto di numerose interpretazioni, tra cui si annovera quella famosissima di Descartes, Cartesio, il quale credeva che gli animali fossero mere macchine, prive d’animo e, per questo, inferiori. Probabilmente non ha mai passato più di un minuto con un qualsiasi “animale da compagnia”, cane, gatto o pappagallo. Chi di voi ne ha avuto uno sa di che cosa sto parlando. Eppure, anche se molte persone si discosterebbero volentieri da una così arrogante affermazione, è molto diffuso il sentimento di superiorità e, in qualche modo, di snobismo intriso di indifferenza verso gli animali, soprattutto quelli che non ci appartengono. Ora, visto che il tema si preannuncia più complesso di quanto avevo pensato, cercherò di arrivare al punto tramite un esempio concreto, sfruttando il profilo di un animale che mi affascina più di tutti gli altri, forse proprio perché le mie conoscenze a riguardo superano quelle che ho sugli altri animali: il lupo.

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Il lupo è noto a tutti: denti aguzzi, schivo, assetato di sangue, animale notturno, si muove in solitaria e decisamente cattivo. Balle! Balle con le quali ci hanno cresciuto sin da piccoli: vi basterà guardare un banalissimo cartone animato come “La bella e la bestia”, senza voler citare i film e i libri, per accorgervi come siano dipinti questi animali. DSC_8068-copiaVediamo di fare un po’ di chiarezza: denti aguzzi? Si, fino a prova contraria, cibandosi di carne è quantomeno necessario che li abbia; al contrario dei felini, inoltre, non possiede unghie retrattili da poter usare in combattimento, vuoi con la preda vuoi con i compagni. Schivo? Ebbene sì, decisamente. Vi sarà molto difficile incontrarlo nel bosco, per diverse ragioni: primo perché di solito noi ci andiamo di giorno, mentre lui preferisce muoversi o di notte o con la nebbia; secondo perché ha intrinsecamente paura dell’uomo; è scritto nei suoi geni, ne ha paura e lo evita (chiamalo scemo!): grazie al suo fiuto decisamente più sviluppato di quello dei nostri cani, è in grado di tenersi a debita distanza senza che noi ce ne accorgiamo. Assetato di sangue? Beh, dunque, da dove cominciare: posto che quando qualsiasi essere vivente ha fame deve sfamarsi, allora in un certo senso ci sono momenti in cui anche il lupo ha fame e uccide; anche noi! Ma non è il lupo mannaro di cui tanto si parla, né tantomeno il divoratore di uomini. Anzi, come abbiamo appena detto, l’uomo, se può scegliere, lo evita volentieri: in effetti il lupo si ciba principalmente di ungulati, cerbiatti, cervi e anche cinghiali. Animale notturno? In un certo senso sì, si muove di notte perché ha meno probabilità di essere visto e, soprattutto, perché sa che ci sono molte meno probabilità di incontrare noi, l’uomo. Il lupo solitario esiste, ma non è altro che un membro di un branco che, spinto dal desiderio di formarsene uno tutto suo oppure di voler entrare in un altro, si muove Free_Wolf_Picturesper un certo periodo da solo. Il lupo è, in realtà, un animale estremamente sociale: ha bisogno del branco, vuoi psicologicamente, è infatti molto affettuoso coi suoi compari, vuoi per ragioni puramente esistenziali: più si è, più probabilità ci sono di riuscire a mangiare (in questo molto più socialista di noi). Cattivo? Beh, lasciate che vi dica che la cattiveria, la bontà e tutte le altre qualità umane non esistono in natura: siamo noi che le attribuiamo a loro, erroneamente. Abbiamo infatti tutti il presuntuoso pensiero, quasi inconscio, che gli animali pensino e sentano 1141606772come noi. In realtà una volpe ucciderà un cucciolo di stambecco perché ha fame, e magari perché deve dar da mangiare ai suoi cuccioli; così una leonessa ucciderà una zebra, un lupo ucciderà una pecora, e l’orso ucciderà un caribù. Ma non lo fanno per cattiveria, così come non è per bontà che si leccano a vicenda. Noi siamo così presuntuosi che tutto ciò che loro fanno deve essere filtrato con nostre categorie. (Diceva Wittgenstein che se un leone dovesse spuntare all’improvviso e parlarci, noi non riusciremmo comunque a capirlo. Sono diversi dentro, oltre che fuori.) Il lupo in realtà ha origini ben più nobili di quelle che i nostri produttori e editori contemporanei vogliono farci credere. La parola “lupo” sembra che wolf-staretimologicamente risalga alla parola “leukòs”, luce. Se questo non fosse vero, vi basterà sapere che Apollo, oltre ad essere il dio del sole, era anche il dio dei lupi. Un animale, quindi, nell’antichità assimilato molto più al sole, alla vita, che non alle tenebre, alla morte. Probabilmente non a torto. La mia ipotesi è che essendoci sempre più rinchiusi nelle nostre città, perdendo il contatto quasi quotidiano che i nostri antenati avevano con il lupo, più per necessità che non per diletto (anche noi uccidevamo gli animali, per mangiare) siamo finiti per temerlo ed odiarlo. Buffo destino. Oggi, in Italia, i lupi sono poche centinaia: sono presenti in tutto l’Appennino, dalla Liguria giù giù fino alla Calabria. Sono anche sulle Alpi. Ma cosa succede in Italia? I cani abbandonati (da chi?) che hanno fatto branco, e che vivono nei boschi al pari dei lupi, sono poco più di un milione; un numero esageratamente più grande. I randagi, che hanno perso la paura dell’uomo, sono molto più inclini a fare razzie delle greggi dei poveri allevatori, i quali non possono usufruire del risarcimento da parte dello Stato, a meno che non provino che siano stati i lupi. Cosa fanno questi allevatori che si trovano col cappio al collo? Prendono il fucile e vanno a caccia dei lupi nei boschi. Come se non bastasse, in Italia c’è un bel numero di cretini, per non dire di peggio, che va a caccia di ungulati e cinghiali (http://www.youtube.com/watch?v=qPnemzXl4U8), e che per puro diletto incrementano il bisogno del lupo di spingersi sempre più a valle, vicino ai paesi, in cerca di cibo. Insomma, un cane che si morde la coda; e chi ne paga le conseguenze? I lupi e gli allevatori, il più delle volte ignari di tutto. Davanti a questi problemi, di cui noi siamo responsabili, 544743_485045781545142_421778511_ncosa fare? Proporrei di chiudere e bandire zoo, acquari e circhi, i veri campi di concentramento di oggi, che nel 2013 non possono più esistere. Proporrei di vietare la caccia in qualsiasi luogo, almeno in Italia, e rendere la galera certa ai criminali, in questo senso. Per fare questo basterebbe non produrre più armi da fuoco, né munizioni. A cosa servono all’uomo del 2000? Il Costa Rica non ha un esercito, perché noi sì? A cosa ci serve? I Buddisti rispettano ogni essere vivente, perfino i moscerini: magari esagerano; magari no. E noi cosa facciamo? Migliaia di tigri, squali e tantissime altre specie animali meno note, sono ordinariamente uccisi o catturati (che è un modo più subdolo di uccidere un animale): è ora di dire basta. Basta a questo 20130322_zoo.jpgscempio; basta alla presunzione umana di superiorità; noi avremo pure inventato internet, ma non esiste bestia feroce che ucciderebbe né rinchiuderebbe qualcuno per diletto. In questo, siamo più arretrati dei lupi, delle tigri, dei leoni, degli elefanti, delle zebre, degli ippopotami, dei coccodrilli, degli scimpanzé, dei coleotteri, delle api, dei calabroni, dei bombi, delle vespe, degli orsi, degli sciacalli, delle formiche, dei gatti, dei cani, delle balene, delle orche, dei pinguini, delle aquile, dei condor, dei falchi, dei piccioni, degli scarafaggi e delle cavallette; devo continuare? La vita è schietta e semplice, proprio come la verità: amara come mai, ma decisamente bella una volta capita.

SHAUN-ELLIS

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  1. Condivido tutto, fino all’ultima virgola: dall’abolizione della caccia alla disperata difesa del lupo. L’ignoranza, la mancanza di sensibiltà e di capacità di vedere la tristezza del futuro senza le magnifiche creature che stiamo sterminando, ci stanno portando verso una fine solitaria e dovremo lottare allo spasimo per combatterle.

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