GIUGNO 2013 N.32

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L’ADOLESCENZA E LA RICERCA DI LIBERTÀ di Giovanni Righetti ’99

In OPINIONE on 21 aprile 2013 at 02:39

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Questo mio primo articolo non sapevo come iniziarlo, quindi mi son detto:  perché non cominciare con qualcosa che mi ha affascinato negli ultimi tempi, per esempio un film?  Così ho deciso di introdurre l’argomento con “Noi siamo infinito”, un film uscito da poco nelle sale. Parla di problemi adolescenziali, nello specifico di un gruppo di ragazzi che vengono reputati, dal contesto liceale, degli “sfigati”. images-1La trama rispecchia i problemi dei ragazzi di oggi che fanno fatica a inserirsi nell’ambiente sociale e scolastico. Anche noi giovani possiamo ritrovarci in situazioni condizionate dagli Stereotipi e pregiudizi verso il proprio orientamento sessuale; dalla Visione del proprio corpo, della propria sessualità e della propria sfera; dalla Fragilità dell’individuo nell’esprimere i propri sentimenti; dal Sapersi relazionare con gli altri; dal Poter essere se stessi.

Così come nel film vengono riportati continuamente problemi, gli adolescenti sono continuamente alla ricerca di qualcosa, qualcosa che li sappia capire. Anche i ragazzi come me cercano rapporti confidenziali con gli altri, l’essere affini agli amici; costruire relazioni oneste senza sentire il bisogno di nascondersi o di recitare un ruolo; sentirsi completamente accettati e integrati nel gruppo. Durante e dopo la visione del film ho riflettuto a lungo sull’idea che voleva esprimere. Mi hanno molto infastidito i problemi di cui si parla nella pellicola perché rispecchiano alla perfezione tutti i problemi che possiamo passare durante l’adolescenza. Questo film mi ha fatto capire che il problema primario dell’adolescenza, a cui seguono tutti gli altri, è la voglia di sentirsi liberi, liberi dalle autorità dei genitori e dall’idea di essere trattati ancora come  bambini. Cerchiamo questa libertà , ma in realtà ci chiudiamo da soli in una gabbia fatta di insicurezza e repulsione verso se stessi. Agiamo e pensiamo come supponiamo che gli altri si aspettino.

VEGLIA

Un’intera nottata

buttato vicino

a un compagno

massacrato

con la sua bocca

digrignata

volta al plenilunio

con la congestione

delle sue mani

penetrata

nel mio silenzio

ho scritto

lettere piene d’amore

Non sono mai stato

tanto

attaccato alla vita

Giuseppe Ungaretti, Cima Quattro, il 23 dicembre 1915

Ho inserito questa poesia nell’articolo perché secondo me rientra nell’argomento. adolescenza2-e1334353543647Ungaretti la scrive in un momento di grande difficoltà, nelle trincee della prima guerra mondiale. Il brano descrive lui disperato in una notte di luna piena di fianco a un suo compagno spirato. Il poeta vuole farci riflettere sull’importanza della vita, vuole farci capire che anche nei momenti peggiori bisogna continuare ad andare avanti (“non sono mai stato così tanto attaccato alla vita”). Quello che io voglio dire è che anche nell’adolescenza possiamo ritrovarci in situazioni non tanto belle, ma l’importante è avere il coraggio di andare avanti. E’ come quando ti svegli una mattina e sai già che sarà una giornata bruttissima. Ma tu vai avanti e l’affronti. Perché speri che domani sarà un giorno migliore. Perché magari domani potrà esserlo.