GIUGNO 2013 N.32

API di Francesco Pedrini ’92

In CULTURA on 10 marzo 2013 at 05:06

Il primo pensiero che viene associato alla parola “ape” solitamente è “miele” o qualche spiacevole ricordo di pizzichi. Non pensiamo quasi mai a che importanza e che valore questi insetti hanno anche per la nostra vita. Le api sono  insetti in pericolo e la loro moria può causare seri danni all’ecosistema e conseguenzialmente anche all’uomo. Albert  moria_api Einstein disse: “Se un giorno le api dovessero scomparire, all’ uomo resterebbero soltanto quattro anni di vita.” E non aveva sbagliato di molto. Esse sono la principale fonte di impollinazione delle piante sulla terra e, come tutti noi sappiamo, l’uomo senza piante non può campare. La principale causa di morte di migliaia di sciami oggigiorno è l’uso sfrenato dei pesticidi in agricoltura. Le api sono sensibili a vari tipi di pesticidi e ciò sta portando a un vero e proprio sterminio, un problema veramente importante ma sottovalutato dai media e dalle persone di tutto il mondo. Anche l’inquinamento elettromagnetico causato da Wifi, cellulari, radio, ha un riscontro negativo sulla vita di questo meraviglioso e importante insetto. Un’eventuale scomparsa o comunque una drastica riduzione delle api presenti nell’ecosistema porterebbe quindi alla mancata impollinazione di circa l’80% delle piante sulla terra e, di conseguenza, danni diretti anche a livello dei raccolti destinati a diventare cibo per noi uomini. Senza considerare la diminuizione di ossigeno prodotto che si constaterebbe nel caso le piante non si riproducessero più. Insomma lo scenario che ci si propone nel caso questo insetto dovesse scomparire è catastrofico e purtroppo sempre più vicino. Vogliamo davvero rischiare il loro e nostro sterminio per mangiare pomodori grandi quanto una palla da bowling, o guardare campi di grano senza nemmeno un filo di avena infestante  comprando pesticidi dalla solita famosa casa farmaceutica? La soluzione a tutto questo sta nell’incentivare le buone tecniche agricole quali Biologico, Biodinamico, Permacultura che rispettano e incentivano la biodiversità in campo come metodo di buona coltivazione e sono metodi di agricoltura eco-sostenibile che portano ad avere un prodotto più sano e sicuramente gustoso al palato del consumatore. Questi metodi sono senza dubbio il futuro dell’agricoltura. Einstein aveva regione: l’uomo non può vivere senza api. Sta a noi decidere quanto preservare uno dei fattori chiave della vita per lasciare ai nostri figli un mondo vivibile ma sopratutto un mondo VIVO.

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  1. E torniamo alle api, punto focale della discussione………Tentare di salvare queste creature è certamente una priorità urgentissima, visto che fra tutti gli animali sono quelli maggiormente responsabili, forse, del nostro futuro, in particolare di quello alimentare. Si è già visto che, eliminando i nicotinoidi, l’emergenza sembra rientrare, almeno in parte. Restano poi i problemi dell’elettromagnetismo, della globalizzazione che porta velocemente nuove mortali patologie in giro per il mondo; l’ignoranza di chi non sa ancora distinguerle dalle vespe e, se vede uno sciame, crede che la strategia migliore sia quello di ucciderlo in massa….Un lavoro immenso, in cui i media e le scuole potrebbero fare la parte del leone, mediante l’informazione;ma anche gli organismi pubblici di controllo del territorio dovranno darsi una mossa, in fretta, anche se E’ già tardi.

  2. ecco, Francesco una delle cose da fare : allora, mentre sabato mattina tornavo a casa dopo essere stato a “presidiare” assieme agli altri la biblioteca del Villaggio. che esigerebbe di lavori per essere riaperta, pensavo, ma se i valori inalienabili, tipo http://petrolio.blogosfere.it/2007/04/grafico-api.html a cosa servono le api. acqua bene comune o biblioteche, diventassero “patrimonio dell’umanità”, ancora prima di costruzioni fatte dall’uomo, cioè vero patrimonio ereditato e da salvaguardare, non sarebbe meraviglioso?.

    Quindi tu, ( si fa per dire), io e altri che si servono della cultura sotto forma di libri, che si abbeverano a questa fonte, o che condividono piaceri di tutti i tipi grazie a questo ecosistema, debbano proteggerlo e salvaguardarlo.

    Quindi tutti i cittadini volenterosi di Borgo Panigale dovrebbero presentarsi davanti alla biblioteca.
    Dai ragazzi perche non lo facciamo, io metto il camion il ponteggio, e tutto cio che ho imparato, voi assieme a me ci mettete la voglia e manodopera e risaniamo la biblioteca, ci inventiamo un contratto assicurativo per quelli che lavoreranno li, tanto le assicurazioni, non vedono l’ora di nuove proposte, e invece di andare a rompere i coglioni a Roma perche i soldi non arrivano o (non sbloccano), noi li imbarazziamo dicendogli che non vogliamo soldi, ma nemmeno cavilli burocratici dittatoriali.

    Se solamente alzate un dito giuro che vi appoggio con tutta la forza che ho. notte

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