GIUGNO 2013 N.32

IL LIBRO DEL MESE DI FEBBRAIO 2013

In BIBLIOTECA on 9 febbraio 2013 at 05:26

NESSUNO SA DI NOI di Simona Sparaco

Recensione di Patrizia Antonelli ’87

cop-23256784_novit-nessuno-sa-di-noi-simona-sparaco-0-e1360436452409Ho sentito parlare di questo libro, ho desiderato leggerlo e ora ve lo propongo. E’ la storia di Luce e Pietro che dopo anni di calcoli esasperanti con calendario alla mano, di ”sesso a comando”, di attese col cuore in gola smentite in un minuto, finalmente attendono la nascita del loro bambino: Lorenzo. Durante una delle ultime ecografie però, il sorriso della ginecologa si spegne di colpo. Lorenzo è troppo ”corto”. Ha qualcosa che non va. Il bimbo soffre di distrofia scheletrica. Un bimbo che non si sa se sopravvivrà, quanto e come. La scelta della coppia è difficile, sempre in bilico tra l’aborto e l’eutanasia. E’ la storia di persone che sanguinano. Una storia di solitudini, disperazione e impotenza, un’improvvisa anestesia del cuore dove il codice materno e quello paterno si divaricano al punto da mettere a repentaglio la sopravvivenza della coppia. Non vi racconto come andrà a finire, ma vorrei porvi alcune riflessioni. Il tema del romanzo è l’aborto terapeutico che in Italia è illegale. Simona Sparaco ha trovato il coraggio di riaprire la ferita sulle ingiustizie della società che si sommano a quelle del destino, scoprendo l’assurdo delle leggi degli uomini quando invadono spazi privatissimi. Ritengo inoltre che sia un libro forte con un messaggio necessario per far uscire dal silenzio sociale che è pericolosissimo, perché è lì che nascono il pregiudizio, il senso di colpa e la vergogna. Per questo è importante che se ne parli. Per questo è importante che la gente e le donne soprattutto ne parlino. Perché di certi argomenti hanno forse il diritto di parlare solo i testimoni e i sopravvissuti. Tutti gli altri dovrebbero fare un passo indietro, e ascoltare. Un romanzo necessario – come si diceva – che ci chiede, se non di cambiare idea, almeno di rimettere in discussione il modo in cui siamo abituati a pensare la relazione tra espressioni come “egoismo”, “amore materno” e “aborto”. Ho trovato indovinati in questo romanzo, l’uso di alternare i capitoli della storia con le lettere delle lettrici di Luce, giornalista di fama, che permette un confronto con tanti altri punti di vista su quest’argomento così delicato e il personaggio di Pietro, perché, finalmente nella storia di un dolore femminile ci si accorge anche del dolore maschile, perché il dolore in una coppia, appartiene a entrambi.

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