GIUGNO 2013 N.32

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QUANTO E’ LONTANA LA SCHIAVITU’? di Beatrice Franzoni ’90

In ATTUALITA' on 10 febbraio 2013 at 06:13

Qualche giorno fa mi è capitato di andare al cinema a vedere Lincoln, di Steven Spielberg. La trama del film si concentra nei giorni che precedono la votazione per la  lincoln-daniel-day-lewisratifica del tredicesimo emendamento della Costituzione degli Stati Uniti d’America, in merito all’abolizione della schiavitù. Questo emendamento seguiva la già attuata Proclamazione dell’emancipazione. Come tutti sappiamo l’emendamento è poi stato approvato. Cosa ci sia dietro la stesura e l’approvazione di questo emendamento si vede, in maniera ovviamente ridotta, nel film o lo si può trovare sui libri di storia. Senza dubbio l’abolizione della schiavitù negli Stati Confederati (negli Stati dell’Unione non era praticato lo schiavismo) è stata un’inversione di tendenza. Mi chiedo però se e in che misura, il volere questo emendamento, sia scaturito dalla credenza personale che gli uomini sono tutti uguali o  piuttosto dal tentativo di mostrare al mondo quanto fosse democratica l’America. Ma la mia intenzione non è  tratta degli schiaviaffatto quella di recensire il film. Ragionavo sul fatto che quando pensiamo alla schiavitù tendiamo ad associarla al fenomeno delle tratte nei paesi africani durante il colonialismo. Gli ebrei in Egitto, gli schiavi nell’Impero Romano, gli africani strappati dalle loro terre, la rivolta guidata da Spartaco, le rivoluzioni, le resistenze di questi uomini fanno parte della nostra storia umana, eppure non sembra ci abbiano insegnato molto: consideriamo la schiavitù un fenomeno antico, ma è tanto crudele e ignobile quanto attuale. Più di quanto immaginiamo. Questo anche perché è rimasta radicata una certa mentalità. La schiavitù, come definita dall’ONU, “è lo stato o la condizione di un individuo sul quale si esercitano gli attributi del diritto di proprietà o taluni di essi, e lo schiavo è l’individuo che ha tale stato o condizione“. Alla base ci sono ideologie di superiorità razziale e discriminazioni per cui taluni hanno diritto e potere di possedere altri come fossero oggetti. Oggi prende forme diverse e il termine stesso non è molto utilizzato inoltre, non essendo riconosciuta dal diritto, qualsiasi forma di schiavitù è illegale. Chi sono quindi gli schiavi oggi? Milioni di uomini, donne e bambini nel mondo vivono in condizioni di abusi e sfruttamento sessuale, lavori forzati alla mercé dei padroni. Vengono definiti “usa e bambina al lavoro in Perùgetta” perché, dato il bassissimo costo d’acquisto e la necessità di questo mercato di un continuo ricambio, gli sfruttatori li “usano” finché sono giovani e forti per poi abbandonarli e sostituirli con “merce più fresca”. Persone che vengono illegalmente reclutate da governi, partiti politici o privati sono costrette ai lavori forzati spesso sotto minacce di violenze o punizioni varie. Sono almeno 12 milioni le persone vittime di questo fenomeno. Parlando di lavoro non posso non fare un riferimento al lavoro minorile: circa 200 milioni di minori nel mondo lavorano, spesso a tempo pieno, privati di educazione e assistenza sanitaria adeguate. A volte è la famiglia che “vende” un figlio perché versa in condizioni economiche disastrose. Perlopiù, però, è una vendita forzata perché la famiglia ha contratto qualche debito che non è riuscita a risanare. Altrimenti la tendenza generale è la tratta coercitiva. Questi bambini – circa 1 ogni 12 – sono esposti a forme di lavoro rischiose che mettono in pericolo il loro benessere fisico e psicologico. Un’altra piaga infantile sono i bimbi soldato che conta almeno 250.000 bambini. Nei paesi in guerra i bambini sono rapiti e costretti a combattere in conflitti di cui non conoscono nemmeno la ragione. Vengono trattati come schiavi dai loro superiori, drogati per poter sopportare le esperienze traumatiche che sono costretti a vivere. Mentre noi continuiamo a fabbricare e vendere armi! Tanto sono altri che combattono e muoiono! L’Organizzazione Internazionale del Lavoro stima che almeno 2,5 milioni di persone sono vittime del traffico di esseri umani. Tra queste donne e bambine vittime della prostituzione. Bambine e ragazze che, costrette e adescate con l’inganno, con la falsa promessa di un lavoro vengono lasciate sulle nostre strade o sfruttate nella pornografia. Ragazze che, per il viaggio, contraggono un debito che devono risanare con anni del loro “lavoro”. Tutto ciò sempre sotto minacce rivolte alla famiglia. O ancora, con il commercio di esseri umani, bambini sono spesso rapiti con finalità di profitto. Ad esempio in Italia bambini provenienti dalla ex-Jugoslavia e paesi vicini, sono venduti dai genitori quindi diventano proprietà di un estraneo che li addestra a commettere reati come furti e borseggi essendo, i minori di 14 anni, non perseguibili per legge. Vengono usati anche nell’accattonaggio, nel traffico di stupefacenti e di organi. Bambine sono inoltre costrette alla mutilazione, spesso rischiando la vita a causa di metodi bestiali e cruenti. Multinazionali, imprese commerciali, ecc. continuano senza scrupoli a strappare uomini, donne e bambini dalle loro terre, violando con insistenza diritti che hanno in quanto esseri umani. Non è abbastanza? Molte leggi sono state promulgate e numerosi provvedimenti sono stati attuati. Ma quanti bisogna farne ancora?! Fintanto che non abbandoniamo egoismi e ideologie fanatiche e patetiche nostri vicini, abitanti pulitoredel nostro stesso mondo, continueranno a rimetterci senza colpa. E noi, che siamo nati nella parte fortunata del mondo e non siamo migliori di altri, proviamo a pensare se toccasse ai nostri figli lavorare o vivere in queste condizioni? Se toccasse a noi essere sradicati dalle nostre case per andare a combattere e morire? Se toccasse a noi essere prostituiti o lavorare forzatamente? Non ci piange il cuore? Viviamo una sola vita. A certe persone tocca viverla così.

 Schiavitù Infantile