GIUGNO 2013 N.32

BEAT GENERATION di Martina Lauretta ’94

In ATTUALITA', OPINIONE on 13 gennaio 2013 at 05:50

Una volta, negli anni sessanta, si parlava di “beat-generation”, ad indicare una generazione caratterizzata dalla voglia di cambiamento, dal desiderio di vivere “on the road”, al di fuori degli schemi convenzionali borghesi. Oggi invece si usa il temine omofono “bit-generation” per segnalare che i giovani di oggi vivono la dimensione telematica come connaturata alla loro esistenza. Essi imparano da piccoli a giocare ai videogame e ad utilizzare il computer. Poi entrano in internet per fare ricerche, si iscrivono alle chat, che frequentano assiduamente, come i forum, ed imparano a fare siti web e tante altre cose che un adulto magari impara a fatica. Ma questa rivoluzione ha portato un miglioramento o un peggioramento nel modo di vivere? Senz’altro ci sono aspetti negativi e positivi. Talvolta il contatto virtuale sostituisce quello reale, e approfondisce la timidezza o l’introversione del giovane. Le ore passate davanti a televisione, videogame e computer, inoltre, potrebbero inibire lo sviluppo di una capacità critica di giudizio, che progredisce invece con le letture e gli incontri personali. L’utilizzo esagerato di questi mezzi, come se non bastasse, inibisce la capacità di immaginazione: ci troviamo tutto già riprodotto e fissato sullo schermo, senza che ci venga richiesto lo sforzo di immaginare e utilizzare la nostra fantasia e intelligenza. Infine sappiamo che internet è un mezzo anarchico, nato di per sé senza regole poiché nessuno detiene in modo accentrato le chiavi della comunicazione. Questo, se da un lato permette l’espressione di tante idee e notizie, dall’altro rende molto difficile tutelare le leggi e la psicologia di un giovane in crescita. Le volgarità, le immagini disgustose, le chat molto “spinte”, ecc… sono purtroppo una realtà che nutre la curiosità morbosa dei giovani. Bisogna allora buttare il bambino con l’acqua sporca, vivere come in una campana di vetro, privandosi dei ritrovati della tecnologia per non incorrere in questi rischi? Penso che un giovane, se è già in possesso di una sua capacità di giudizio possa e debba invece utilizzare questi potenti mezzi, che gli permetteranno di amplificare le sue capacità e di esprimersi in modo nuovo e originale.

In passato le convenzioni erano asfissianti, ed ognuno doveva spesso cambiare formula di cortesia a seconda della classe sociale di chi gli stava davanti, o utilizzare ampollosi preamboli prima di arrivare al nocciolo della questione. Oggi internet ci ha insegnato ad essere immediati, ad utilizzare il tu con tutti, senza dimenticare una certa cortesia nell’espressione e soprattutto ad esprimerci senza nessun preliminare, poiché la natura del mezzo ci impone di essere sintetici e concreti. Eppure esiste un sistema per avvicinare ad internet anche un giovane non ancora capace di distinguere, di essere critico. Ogni proibizione assoluta e, soprattutto, immotivata, non porterebbe a nulla di buono.

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  1. …Eppure esiste un sistema per avvicinare ad internet anche un giovane non ancora capace di distinguere, di essere critico…

    Credo che questo sistema debba essere in primis, la presenza di un genitore che accompagni il ragazzo verso un uso ragionevole della rete, mettendo dei paletti, sorvegliando le fonti, ma lasciando infine, una volta impostati i princìpi, una certa libertà di tempo e di visite. Nel mare internettiano esistono infatti anche isole felici 🙂

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