GIUGNO 2013 N.32

DALLA POLIS GRECA ALL’ITALIA DI OGGI, DALLA DEMOCRAZIA ALL’ASTENSIONISMO di Valentina Pace ’98

In OPINIONE, POLITICA on 11 novembre 2012 at 04:44

Parola: democrazia. Divisione in sillabe: de-mo-cra-zi-a. Significato…??? L’etimologia ci può aiutare: dal greco demos (popolo) e cratos (potere), potere al popolo. Spesso sentiamo parlare di questo termine ma con questo articolo sentiremo parlare della sua storia… e non solo. Ci troviamo ad Atene, VI secolo a.C. Siamo in una polis greca dove il sovrano salito al potere propone una nuova forma di governo. Si basa su un concetto che ci riguarda direttamente: la democrazia. Per la prima volta nasce una forma di governo che mette in primissimo piano i cittadini, tutti i cittadini. Nasce così a ruota anche la prima forma di voto: il popolo viene chiamato ad esprimere un parere, una propria opinione. Se nulla fosse cambiato da allora, in questo momento ci troveremmo probabilmente a combattere contro gli Spartani o a commerciare vasi fenici nel Mediterraneo. Adesso i cittadini hanno una maggiore consapevolezza e una maggiore capacità di criticare il governo e, di conseguenza, di formarsi un’idea sulla società industriale di cui facciamo parte. Sono rimasta stupita dal forte clamore che ha suscitato l’astensionismo registratosi nelle recenti elezioni in Sicilia (dove gli astenuti hanno superato i votanti), per stare in Italia, ma anche in America, per spaziare fra i continenti. Credo che le persone abbiano non solo il diritto di votare, ma anche il dovere di farlo. L’astensionismo non corrisponde a un voto per l’autogoverno di se stessi o per l’anarchia, ma all’accettare quello che sceglieranno gli altri. Questo fenomeno, bisogna riconoscerlo, è purtroppo parallelo ad altri problemi che interessano l’Italia: la mafia e il malgoverno, che direi non hanno bisogno di alcuna spiegazione… La società di oggi si ritrova a lottare contro se stessa. I tagli del governo agli stipendi dei lavoratori pubblici, per esempio, suscitano fortissime polemiche anche in questi giorni. La mia scuola si è schierata in prima linea nella partecipazione allo sciopero bianco contro l’aumento delle ore di lezione frontali dei docenti e la diminuzione del loro stipendio. E’ da una settimana che sento le varie opinioni dei miei professori e, francamente, non vedo in loro una grandissima stima né nel governo attuale, né nei partiti. Sento continuamente paragoni che mettono a confronto stipendi tedeschi e stipendi italiani. Ora io mi chiedo: ci sentiamo veramente allo stesso livello della Germania che, attualmente, è la maggiore potenza europea? Ho avuto modo di farmi un’idea su questi argomenti. La mafia come nemico da combattere mi sembra un problema di cui non ci sia nemmeno il bisogno di discutere perchè, e voglio sperare siano tutti d’accordo con me, è una piaga consistente in Italia, che non è più tollerabile sopportare o concepire. Per quanto riguarda l’astensionismo credo che in una società dove la democrazia è di importanza fondamentale, lo siano anche i cittadini e, inevitabilmente, le loro opinioni. L’astensionismo dal voto non mi entusiasma, anzi, direi che sono contraria, ma più che altro dispiaciuta, perchè indica il malcontento popolare e una forma di protesta, una protesta grave.

Il non voto rappresenta una critica pesante e direi anche inevitabile che ci deve fare riflettere sui sistemi con cui conviviamo oggi. La democrazia, invece, la ritengo ancora un punto saldo rimasto nella nostra società. Senza il potere al popolo non riesco neanche ad immaginare come potrebbe formarsi un paese, senza fondamenta condivise dalla maggioranza della popolazione; anzi lo riesco ad immaginare benissimo perchè di esempi di dittature ne abbiamo a bizzeffe, sia andando indietro nella storia che restando ai nostri giorni. Senza uno scambio di idee non si forma un pensiero. Senza uno scambio di idee il discorso diventa fittizio, le persone non hanno di che discutere e la società sarebbe vuota: rumore su rumore, discorsi fatti e luoghi comuni, poche domande e ancora meno risposte. Fortunatamente non è il nostro caso, anche se, sono convinta, chiedersi il perchè dei problemi attuali può aiutarci ancora prima di provare a risolverli.

Annunci
  1. “La gente non conosce il suo vero potere”….Cosa ci ha condotti ad un simile stato di astio verso la politica, verso una condizione di immobilismo e di (apparente) indifferenza? Una classe dirigente bacata dalla corruzione e dall’opportunismo, un ottundimento da parte dei media, un sostanziale egoismo individuale? A noi la scelta 😉

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: