GIUGNO 2013 N.32

GIOVANI E DISOCCUPATI di Samuele Franzoni ’92

In ATTUALITA' on 14 ottobre 2012 at 01:08

Giugno 2012 finisce l’esame della maturità ed io divento a tutti gli effetti un disoccupato, uno dei tanti giovani che ogni anno cerca, ma non trova lavoro. I tassi di disoccupazione giovanile in Italia toccano punte del 34,5% , lo rileva l’Istat, precisando che tra i 15 e i 24 anni di età le persone in cerca di lavoro sono 593 mila. Questo grosso problema è dato dal fatto che il governo non investe sui giovani, la forza futura che avrà il difficile compito di mandare avanti e far rinascere l’Italia. Io ho un diploma da Geometra e ben si sa che, da sempre, il geometra è un lavoro molto ricercato sia per l’aspetto “teorico” se si lavora in uno studio tecnico, che per quello più “pratico” se si lavora in cantiere. Ma sembra proprio che di geometri adesso non ne cerchino neanche con un contratto di apprendistato in cui le uniche spese, che il datore di lavoro dovrebbe effettuare nei confronti del lavoratore, sarebbero quelle del rimborso spese. Oppure, se un giovane ha la fortuna di trovare un lavoro, il contratto sicuramente sarebbe a tempo determinato e “il fortunato” si ritroverebbe, già sei mesi dopo l’assunzione, a cercare di nuovo un lavoro. In Italia, per far fronte a questa crisi, si è pensato di stimolare maggiormente i consumi facendo una legge che permettesse ai negozi di stare aperti anche la domenica, costringendo ovviamente i lavoratori (ma non i proprietari dei negozi) a orari e giorni di lavoro continuativi, senza pause e senza un corrispondente aumento di stipendio. Vediamo inoltre molti laureati dover umilmente trovare un lavoro che non corrisponde al titolo conseguito  e dopo anni di fatica e di ingenti spese, non poter nemmeno fare quello per cui si ha studiato. A dire il vero del lavoro ce ne sarebbe, ma sono tutti lavori in cui ti devi “sporcare le mani” in cambio di un corrispettivo molto basso, cosa che nessuno è più disposto a fare perché, nel mondo d’oggi, tutti vogliono stare comodi ed essere “qualcuno”, ovvero combinare poco e guadagnare molto. Questo è il motivo principale per cui molti giovani, paradossalmente, preferiscono rimanere disoccupati. Un altro problema giovanile è rappresentato dalla probabile necessità di doversi trasferire per lavoro e lasciare amici e parenti. Quindi, se i dati della disoccupazione giovanile sono così alti, in parte probabilmente è colpa degli stessi giovani, ma sicuramente è anche colpa del sistema italiano che non da loro delle opportunità  di trovare un lavoro adeguato agli studi frequentati, perché nel nostro paese non si ha la più pallida idea di cosa sia la meritocrazia e chi fa lavori importanti ed essenziali per la vita dei cittadini, non viene premiato abbastanza, oppure, chi fa in modo che la nostra cultura e la scienza progrediscano non viene preso in considerazione. I dati ci dicono che pompieri, poliziotti e maestri non arrivano a 1.700/ 1.800 euro al mese; un dottore invece percepisce appena 2.000/2.200 euro al mese, mentre un deputato 30.000 euro al mese. Inoltre se ricordate lo scandalo che ha riguardato Renzo Bossi, vi rallegrerà sapere che il suo stipendio è pari a quello di 13 ricercatori; questo dimostra l’Italia su quali cervelli preferisce investire.

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  1. All’origine di questo male, sta, secondo me, una cattiva programmazione scolastica: i posti disponibili negli istituti superiori, dovrebbero essere adeguati alla reale necessità del mercato e inoltre gli studenti dovrebbero essere scelti fra i più motivati e interessati al percorso specifico. Nella situazione attuale, non vedo grandi possibilità, se non le classiche e tristi fughe all’estero dei cervelli migliori o l’adattamento forzato a mansioni non aderenti agli ideali prefissati. Preziosa sarebbe anche l’incentivazione ad una formazione “tecnico-manuale” preferendola ad una puramente teorica , affinchè i giovani possano trovare gratificanti e remunerativi anche lavori da sempre ritenut i”umili”

    • non concordo con la frase ” dovrebbero essere adeguati alla reale necessità del mercato”, penso dia una visione del giovane studente più come futura manodopera che come giovane mente. non siamo oggetto del mercato, siamo ancora liberi di scelta, per poco forse. se a 14 anni scelgo di fare meccanica non possono dirmi “no guarda, vai a fare idraulica c’è una richiesta di mercato maggiore”. è molto triste che il futuro di generazioni venga considerato legato al mercato. ” i giovani possano trovare gratificanti e remunerativi anche lavori da sempre ritenuti ”umili”” anche qui ho un obiezione…perchè se ho studiato tanto, bene e a lungo devo accontentarmi e gratificarmi di un lavoro umile? ho il diritto ad essere “choosy” e puntare al lavoro migliore possibile che riesca a trovare (conforme ai miei studi)!!!

    • io non concordo per il semplice fatto che io ho iniziato la scuola di geometra 6 anni fa e la richiesta di geometri era molto alta, io ho fatto la maturità quest anno e la doanda di geometri sembra del tutto sparita, mi arrivano risposte da studi e aziede che al momento non assumono, inoltre se io iniziassi le scuole superiori adesso non si posso prevedere tra 5 o 6 anni che lavoro è richiesto di più e quale di meno. poi riguardo agli studenti più motivati e quelli meno non è detto che siano le stesse persone nel campo del lavoro infatti molti studenti che faticano a scuola si ritrovano meglio al lavoro e viceversa.

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