GIUGNO 2013 N.32

AMICI DI STRADA: WALTER

In AMICI DI STRADA on 13 ottobre 2012 at 05:00

Presentato da Francesco Pedrini ’92

Walther nasce a Bologna il 14/8/1964. La madre, costretta al matrimonio dopo essere rimasta incinta, abbandona la famiglia facendo perdere ogni traccia di sè. Siccome il padre lavorava fino a tarda ora per mantenere i suoi fratelli, Walther viene allevato dai nonni paterni con una rigida “educazione montanara” fino a quando suo padre conosce una ragazza-madre con cui ha un figlio e decide di andare a conviverci. I rapporti in famiglia non sono dei migliori e per Walther ogni occasione è buona per prendere botte dal padre o per essere lasciato a scuola fino a tarda sera, dove l’educazione severa delle suore alimenta il suo essere “selvatico”. Frequenta una ragazza, Dina, con0sciuta alle scuole medie, fino a quando, andando a prendere il fratello alla materna, conosce anche una donna più grande e sposata e si crea una doppia vita. Quando suo padre ne viene a conoscenza, scoppia tra loro una furiosa lite in cui Walther si trova puntata alla testa la pistola di servizio del padre (era una guardia giurata); vista la situazione decide di andarsene di casa il giorno seguente, all’età di 17 anni. Si aggrega ad un gruppo di ragazzi che vivono per strada e solo dopo due mesi torna a casa. Il rapporto con suo padre è inesistente e Walther vede nella leva militare un’ottima soluzione per “staccare” dai suoi problemi. Durante la leva, nei periodi di licenza, non torna mai a casa, ma si fa ospitare da Dina, con la quale continua la relazione. Passati i 18 mesi torna a Bologna e inizia a lavorare in una ditta di pulizie dove conosce Paola, una donna divorziata, con vent’anni di più e un figlio, che gli offre un posto dove vivere. Questa convivenza segnò la rottura definitiva del rapporto con Dina e con i suoi. Porta avanti una relazione tutt’altro che facile per 13 anni con Paola, relazione che termina un anno dopo la nascita del suo primo figlio a causa di vari problemi. Nuovamente senza casa, viene ospitato da alcuni amici. Paola non permette a Walther di vedere il figlio e arriva a sottrargli, spalleggiata dalla “suocera”, la patria potestà. Anche la coppia di amici che l’ospitava si separa, il marito se ne va e in casa restano la moglie e Walther che con l’andare degli anni instaurano una relazione che porta al suo secondo e terzo figlio. La donna ha però problemi di alcolismo e un giorno, senza dare spiegazioni, scappa con i due figli. Walther rimane nell’appartamento. Dopo aver chiuso un’attività, che nel frattempo aveva aperto in proprio, conosce Gina via chat e la raggiunge a vivere a Firenze. Lascia in custodia l’appartamento a dei parenti, ma tornato a Bologna scopre di aver ricevuto lo sfratto esecutivo e di avere una marea di debiti da pagare. Si ritrova a questo punto per strada e inizia la vita del senzatetto, che conduce tuttora. La vita in strada lo porta a frequentare varie compagnie e a conoscere varie donne. Cerca aiuto nei servizi sociali che promettono posti nei dormitori, ma in realtà questi posti non esistono e così rimane sempre per strada. Circa 10 anni fa Walther subisce un intervento alla schiena e tutt’oggi si ritrova ancora con una gamba che lo sorregge a fatica e senza aver ancora ottenuto alcun tipo di sussidio o pensionamento. Dopo circa un anno la ragazza chiede la separazione e sparisce dalla circolazione. Walther resta per strada e ora frequenta una ragazza che “nonostante gli alti e i bassi potrebbe proprio sembrare la persona giusta”. Ancora oggi vive per strada, con la sua compagnia, in una Bologna sempre meno gradevole e ospitale. C’è rabbia nei suoi occhi blu, rabbia nei confronti delle istituzioni che promettono aiuti che non mantengono, rabbia di non trovare un lavoro, rabbia per le persone che lo trattano come se fosse una “pulce” o come se non valesse davvero niente. In otto anni per strada ha potuto usufruire dei dormitori solo per un mese e mezzo durante il periodo di “emergenza freddo” e le istituzioni continuano a rimandare o negargli qualsiasi colloquio. Non ha più fiducia, Walther non ha fiducia nelle persone (tranne che della sua compagnia), dice di non aver ormai più niente da perdere e di non aver più speranza nemmeno per il futuro. Mi racconta di come la vita di strada sia, con l’andare degli anni, sempre più difficile, e di come si senta sempre meno al sicuro nel dormire all’aperto perché è sempre più frequente che qualcuno chiami la polizia per “far sgomberare” o che qualche pazzo lo svegli a calci per mandarlo via dal suo ricovero. Non c’è serenità nella sua voce, solo tanta tristezza per quello che la vita gli ha riservato. Walther non cerca la luna, vorrebbe solo un lavoro che gli permettesse di mantenersi, perché nella sua vita di lavori ne ha fatti svariati e come diciamo a Bologna è un buon “ciapinaro”. Il suo desiderio non è di accumulare ricchezza, basterebbe un tetto sotto il quale dormire e uno stipendio per poter assicurarsi un pranzo e una cena.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: