GIUGNO 2013 N.32

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ALBANIA, PORTAMI VIA di Anna Brighetti ’88

In MONDO on 16 settembre 2012 at 03:55

Come l’anno scorso anche quest’anno, per un mesetto, ho partecipato al progetto di Operazione Colomba in Albania,” la nazione delle aquile” (infatti due aquile regnano sulla bandiera). In Albania si incontrano paesaggi mozzafiato e nel nord del paese si può vedere una natura, per fortuna, ancora incontaminata dalla logica del turismo, ma … in Albania si incontra anche il paese delle contraddizioni, delle infinite rotonde stradali, del traffico esagerato, degli ospedali che non hanno a disposizione aghi o siringhe, delle discariche per l’immondizia non curate o non utilizzate …e delle città in continuo cambiamento, con i palazzi che crescono a dismisura e con architetture all’avanguardia che si scontrano con le “casine” più nascoste e antiche. Operazione Colomba dal 2010 è presente in Albania per seguire a Scutari, ma anche nel nord del paese, il progetto “Kanun”. Il Kanun è un codice antico, prima trasmesso per via orale e poi nel medioevo trascritto che, fin dall’inizio, sanciva la vita quotidiana della società albanese, i diritti e i doveri. Tra cui anche il “dovere” di uccidere membri maschi della famiglia che hanno leso, oppure offeso, l’onore della famiglia stessa. Questo meccanismo di rivalsa si chiama Gjakmarrja, che letteralmente significa “prendere il sangue” ,cioè compiere vendetta con sangue. Il presidente Sali Berisha prima dell’estate ha voluto “ben” sottolineare quanto tale fenomeno sia pari a zero nel paese. L’estate invece ha dimostrato tutto il contrario. Quando si prova a nascondere un problema sociale, poi esso ripiomba con tutta la sua prepotenza. Questa estate è stata definita una ”calda estate di fuoco”. Tralasciando numeri o dati, questo fenomeno coinvolge in primis famiglie, persone,VITE. La dichiarazione del Presidente non solo sminuisce il problema, ma lo svilisce. All’interno delle mura di casa di queste famiglie al problema della “vendetta” si sommano altri problemi, quali alcolismo e violenze domestiche. Il fenomeno è complesso, e ammetto che più provo a capirlo, più mi rendo conto quanto ne capisca poco. A livello personale, è stata una esperienza unica. Fermandomi un attimo a pensare mi rendo conto di aver vissuto sulla mia pelle la filosofia di vita resa famosa da Nelson Mandela “Umuntu ngumuntu ngabantu, ” ossia, io sono ciò che sono in virtù di ciò che tutti siamo”, più comunemente conosciuta come UBUNTU: “Io sono una persona, solo attraverso un’altra”. Ragion per cui, durante le visite alle famiglie (o gli accompagnamenti) si entra in punta di piedi nelle case per poi uscirne saltellando, camminando senza toccare terra! Così come una stretta di mano con i ragazzi delle famiglie o gli abbracci delle donne e delle madri diventano ricchezza. Mi piace ricordare che, durante la visite nelle famiglie, come vuole la tradizione albanese, per ringraziare ci si mette la mano destra sul cuore dicendo “grazie”, perchè il nostro grazie nasce proprio da lì. La scoperta di essere lì, veramente per gli altri e con gli altri, diventa una forza quindi, in primis, per te stesso. Questa è stata la mia scoperta e la mia rivelazione: “io sono una persona solo attraverso un’altra”. Riporto, sotto, dei link che di tanto in tanto possono essere sbirciati per aver aggiornamenti dall’Albania, con articoli fatti dai volontari che vivono lì, che monitorano il fenomeno, che condividono e si emozionano là. E’ da qui che nascono gli articoli e la voglia di comunicare. Come è stato detto, l’Albania sembra un paese così lontano quando in realtà per geografia e storia è vicino a noi”

http://www.operazionecolomba.it/albania.html

http://www.antennedipace.org/nuovo/cb-oltre-le-vendette

e se avete del tempo da voler “investire bene” allora vi propongo un film. Il titolo è “La Faida”. Ben fatto, non vi deluderà.