GIUGNO 2013 N.32

IN AFRICA I RAGAZZINI MUOIONO DI FAME, IN ITALIA SI IMPICCANO “PER AMORE” DOPO AVERLO ANNUNCIATO AGLI AMICI DI FACEBOOK di Federico Bassi ’92

In ATTUALITA', OPINIONE on 22 luglio 2012 at 01:41

Non sto giudicando nessuno, non mi permetterei mai, ma episodi del genere dimostrano più di ogni altra cosa che in Italia la crisi (mica economica, quella è la meno grave, io mi riferisco a quella culturale, a quella dei valori) è sempre più profonda e irreversibile. Come si fa a 18 anni a non avere un motivo valido per rimanere attaccati a questo mondo? Una passione, un sogno, degli amici, una famiglia, un lavoro, una qualsiasi cosa che ti faccia pensare “Vale la pena di restare qui”. Come si fa ad essere sani di mente e arrivare alla conclusione che togliersi la vita sia la scelta più giusta? Oltre che stupido, un ragionamento del genere è anche egoista. Egoista verso le persone che ti vogliono bene, perché le condanni inevitabilmente alla sofferenza più profonda. Ci sono un milione di motivi per pensare che non valga la pena vivere, ma ce ne saranno sempre il doppio, il triplo, il quadruplo per pensare il contrario. Se arrivi a compiere un gesto del genere è perché pensi che la tua vita non sia degna di essere vissuta. Perché non hai progetti o aspirazioni per il futuro. Perché quello che vedi intorno a te (spazio) e davanti a te (tempo) ti fa schifo e ti fa venire voglia di farla finita. Perché ti senti solo. Perché stai vivendo un momento pessimo e nella tua mente, nella tua famiglia, nel tuo Paese non c’è niente di buono che possa farti cambiare idea. C’è chi patisce le sofferenze più strazianti di questo mondo e nonostante ciò riesce a superarle e a vivere il resto della sua vita dignitosamente. C’è chi invece, per cose in apparenza meno gravi, arriva a togliersi la vita. Ma è tutto relativo, ognuno agisce e reagisce in modo diverso, è solo una questione di carattere. Il problema di fondo è che i giovani del terzo millennio (e parlo degli under 30) hanno esaurito le loro scorte di carattere. Sono alla canna del gas. Nella maggior parte dei casi determinazione, voglia, entusiasmo e fiducia sono solo un ricordo lontano. Ma di chi è la colpa? Della TV, di internet, dei genitori o della scuola? Di solito si punta il dito verso uno di questi quattro (ah, dimenticavo droga, canne e alcol). Di tutti e di nessuno, o meglio, anche ma non solo. La colpa è dell’ignoranza, del momento storico che stiamo vivendo, in cui il tasso culturale è pari a zero e l’atmosfera che si respira è pura e semplice sfiducia. La colpa è di chi decide il palinsesto dei canali Mediaset. Di chi permette che programmi come “Uomini e Donne” e “Il Grande Fratello” vadano ancora in onda. La colpa è dei libri di Moccia, dei reality show, dei film di Natale. La colpa è dei discografici che investono soldi per produrre i dischi dei vincitori di Amici e non di altri artisti che invece avrebbero un messaggio importante da comunicare. La colpa è della televisione in generale, perché ha fottuto il cervello dei ragazzi, trasformando la donna in un oggetto di consumo. La colpa è di Mark Zuckerberg stesso, perché con questo suo maledetto social network si è arricchito alle nostre spalle rincoglionendoci nella maniera più totale; anche se noi non ce ne rendiamo conto, ci ruba ogni giorno del tempo prezioso che avremmo potuto impiegare leggendo, scrivendo, viaggiando, ridendo, facendo l’amore, abbracciando nostra nonna. La colpa è dei soldi, che appiattiscono ogni forma d’arte in questo Paese riducendo tutto a qualcosa di finto, di vuoto, di studiato a tavolino per piacere al maggior numero di persone possibili. La colpa è di chi antepone i propri interessi a quelli della “comunità”. La colpa è dei politici? No, troppo facile, troppo banale. La colpa è nostra, è solo nostra. La colpa è dei giovani. La colpa è di chi guarda la tv-spazzatura facendo sì che continui a (r)esistere, di chi ascolta un solo genere musicale, di chi legge solo i libri di Moccia, di chi spende soldi per i cine-panettoni, di chi si sente italiano solo quando gioca la nazionale, di chi sta chiuso in casa tutto il giorno davanti a Facebook, di chi non crede in se stesso, di chi si arrende, di chi non ha un sogno, di chi abbassa la testa, di chi si piega al volere degli altri, di chi non lotta per i suoi ideali, di chi si accontenta. La colpa è di tutti noi, nessuno escluso. Siamo nel 2012 e oggi l’Italia è una merda. Mi dispiace, perché adoro l’Italia, ne vado fiero. Quello che mi infastidisce è una grossa fetta dei suoi “abitanti”. Io sono nato nel 1992 e non posso essere orgoglioso di essere italiano per l’arte del Rinascimento, quello è il passato. Non posso esserlo neanche per un gol di Balotelli o per un abito di Armani, perché io dei milioni che incassano loro non vedo un centesimo; di cosa dovrei essergli grato? Ma nemmeno per la Ferrari, per la Lamborghini o per la Ducati; a voi riempie tanto il cuore di gioia sapere che 50 Cent gira su una macchina italiana? A me non particolarmente, anche perché nonostante la macchina, suppongo che la considerazione che può avere degli italiani non superi di molto il binomio “pizza-mafia”. Di cosa dovrei/potrei essere orgoglioso quando l’immagine dell’Italia nel mondo corrisponde all’immondizia di Napoli, a Berlusconi col bunga bunga e a capitan Schettino? J-Ax in una sua canzone dice “Ci vorrebbe la guerra e anche un po’ di miseria ad insegnarci a non sprecare i giorni”. Io ogni volta che la sento mi convinco sempre di più che l’unico modo per uscire da questa situazione sia davvero un reset totale. Un cataclisma, una guerra, un’invasione aliena, Cristo in Terra pt. II. Sogno una rivoluzione culturale senza spargimenti di sangue, una protesta non-violenta in stile Gandhi contro le istituzioni, poi entro su Facebook, leggo ‘sta notizia su Giovanni Traina e perdo ogni speranza. Penserete che queste cose tra loro non siano collegate, ma lo sono. Lo sono eccome.

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  1. http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/14/piazza-grande-il-diritto-di-morire-non-esiste/177305/
    Mi sembrava interessante questo, passato, spezzone di articolo del presidente di Liberta e giustizia, GZ.

    La colpa è di tutti noi, nessuno escluso. Si è così

    Quello che mi infastidisce è una grossa fetta dei suoi “abitanti”. A me Federico,invece quello che mi infastidisce è il silenzio delle massime autorità Italiane nel continuare a nascondere fatti tragici, risalenti ad anni fa, Napolitano compreso, so già di fare alterare il nostro Mauro, ma oltre a guardare il curriculum dei nostri illustrissimi rappresentanti, dobbiamo riconoscere onestamente qual’è il messaggio che arriva agli Italiani.
    Esempio: 10.000 o forse più rappresentanti politici percepiscono stipendi sette volte superiori alla media Europea?Questi politici chiedono il sangue agli Italiani senza abbassarsi per primi gli stipendi?
    Quale è il messaggio agli Italiani?

    Napolitano invece di rispondere a semplici giornalisti, su semplici telefonate, preferisce rivolgersi alla Corte Costituzionale?
    Quale è il messaggio agli Italiani?

    Il nostro Mauro ci dice e concordo con lui, che in Italia non deve prevalere l’antipolitica, allora dico, andiamo a vedere cosa vuole dire questa parola nuova: Wiki

    Nel senso più comune il termine antipolitica definisce l’atteggiamento di coloro che si oppongono alla politica giudicandola pratica di potere e, quindi, ai partiti e agli esponenti politici ritenendoli, nell’immaginario collettivo, dediti a interessi personali e non al bene comune.

    Sorbole! Mauro, sei antipolitico.

    Ciao Federico, ti regalo una poesia che a me dice tanto

    Un uomo che coltiva il suo giardino, come voleva Voltaire.
    Chi è contento che sulla terra esista la musica.
    Chi scopre con piacere un’etimologia.
    Due impiegati che in un caffè del Sur giocano in silenzio agli scacchi.
    Il ceramista che premedita un colore ed una forma.
    Il tipografo che compone bene questa pagina che forse non gli piace.
    Una donna e un uomo che leggono le terzine finali di un certo canto.
    Chi accarezza un animale addormentato.
    Chi giustifica o vuole giustificare un male che gli hanno fatto.
    Chi è contento che sulla terra ci sia Stevenson.
    Chi preferisce che abbiano ragione gli altri.
    Tali persone, che si ignorano, stanno salvando il mondo.

    J.L.Borges

  2. “J-Ax in una sua canzone dice “Ci vorrebbe la guerra e anche un po’ di miseria ad insegnarci a non sprecare i giorni”.”
    Non conosco la canzone, ma confesso che lo trovo un pensiero in parte condivisibile: attenzione a che il tutto non arrivi, sotto la forma della crisi e di una possibile guerra civile causata da essa. Non dobbiamo arrivare a questo per aprire gli occhi e per darci da fare, tutti, senza disprezzare il nostro paese, ma rimboccandoci le maniche, senza scuse.

  3. “Non posso essere orgoglioso di essere italiano per l’arte del rinascimento ” che cosa intendi esattamente con questa frase?

  4. Ma tu ci vuoi credere in un futuro migliore, o è tutta una scusa per evitarti il “fardello” della responsabilità? Non esistono soldi, tivù, papponi, canzoni, scuole, organizzazioni politiche in grado di uccidere l’anima e spegnere la speranza se dentro di te hai la consapevolezza, anche minima, di ciò che sta succedendo alle persone, al mondo, oggi. Una volta acquisita questa consapevolezza ci vuole responsabilità, e questa si che è “impegnativa”. Di persone che ancora lottano per ideali veri ce ne sono, forse poche. Ma se tu decidi di volerlo fare, sarebbe già una persona in più. Sta solo a te decidere.

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