GIUGNO 2013 N.32

IL POTERE DELLA MUSICA di Beniamino Fassari ’88

In MUSICA, OPINIONE on 22 luglio 2012 at 01:42

Che la musica abbia un certo effetto sulle persone è un dato di fatto, gli effetti della musica sono un esperienza che noi viviamo sulla pelle ogni giorno. E’ una cosa naturale voler ascoltare determinata musica quando vogliamo rilassarci, ballare e, a volte, per ritrovare la via nei momenti bui. La scienza in questi casi ci dà delle conferme: negli ultimi anni vengono avviate sempre più ricerche sul rapporto stretto tra musica e cervello. Sempre più spesso si parla di musicoterapia: in pratica si utilizza la musica come strumento terapeutico; utilizzando lo strumento sonoro si cerca di raggiungere il benessere dell’intera persona: corpo, mente e spirito. La musica è un linguaggio in grado di esprimere idee, concetti, i sentimenti propri di un individuo. Come il linguaggio verbale, anche la musica è uno dei fondamenti della civiltà umana; basta pensare che l’uomo costruì i primi strumenti oltre 35000 anni fà: tamburi, flauti e scacciapensieri. Ma perchè i nostri antenati cominciarono a fare musica? Quali vantaggi ne ricavavano? La musica serviva a rendere più forti i legami di una comunità, scandendone i ritmi e risaldando i legami dei membri. Essa garantirebbe la coesione dei componenti di un gruppo, favorendo così la preparazione di azioni collettive. Esempi attuali dell’utilizzo della musica in questi termini sono  le marce militari, i canti religiosi, gli inni nazionali. Diciamo quindi che la musica può fare molto per noi e specialmente per il nostro cervello, ma a volte si esagera sui suoi effetti positivi e sui giornali o in rete ecco che spuntano le bufale più assurde: è famoso il caso del così detto “effetto Mozart”.

Nel 1993 i due fisici Gordon Shan e Frances Rauscher condussero un esperimento che mostrava come dei ragazzi avevano migliori risultati nei test di ragionamento ascoltando una particolare suonata, la k448 che secondo le loro ricerche faceva aumentare temporaneamente di 8/9 punti il quoziente intellettivo degli ascoltatori. L’esperimento fu ripetuto più volte in molte altre università e i dati che ne uscirono è che non esiste nessun effetto Mozart. Sicuramente la musica fà bene, ma non può fare il miracolo di renderci più intelligenti. Qualche tempo fa ho letto però che in una città della Nuova Zelanda, nel suo centro cittadino sono stati installati diffusori acustici che diffondono la musica di Mozart e questo sembra abbia portato alla riduzione dei reati.

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  1. “in una città della Nuova Zelanda, nel suo centro cittadino sono stati installati diffusori acustici che diffondono la musica di Mozart e questo sembra abbia portato alla riduzione dei reati.”
    Quanto vorrei fosse vero, anche se l’imposizione di una musica dall’alto e in continuo, temo possa avere anche l’effetto contrario di portare all’esasperazione chi l’ascolta;)
    Che la musicoterapia sia efficace, senza raggiungere questi eccessi, dovrebbe essere ormai assodato, e questo a partire dai canti degli schiavi o delle mondine, per meglio sopportare il lavoro, per arrivare al metodo odierno di studio, con cuffiette e musica a palla 🙂

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