GIUGNO 2013 N.32

DAL MONDO DEGLI ADULTI NON SOLO COMPRENSIONE di Maddalena Righetti ’97

In OPINIONE on 22 luglio 2012 at 01:51

Inizio ancora una volta scrivendo la mia età: 15 anni, appena compiuti. Diciamo che “il mondo degli adulti” visto da quaggiù potrebbe far parecchia paura da diversi punti di vista: è vasto, del tutto imprevedibile e in certi casi stupido. Spesso mi capita di dire ai miei genitori che il mio incubo peggiore è diventare come loro. Non voglio certo farla diventare una confessione personale, però in realtà, pensandoci bene, diventare come loro non sarebbe affatto male: insomma… lavoro, casa e famiglia, che non sono poco. E lo svago? Dove andrà a finire la possibilità di divertirsi e di ridere quando avremo un lavoro in cui dovremo essere seri e una famiglia a cui dare l’esempio? Questa è la domanda che molti miei coetanei penso si pongano. Ed io e i miei coetanei in realtà di domande sul mondo adulto però ce ne facciamo ben poche, anzi forse solo questa, crediamo di conoscerne già ogni aspetto. Serietà, doveri, obblighi.. ma dove sta scritto che debba essere così? Fare un discorso generale su questo argomento specifico a me risulta un po’ difficile, nel senso che ovviamente ogni adulto ha il suo mondo. Sì, hanno la libertà e la responsabilità essendo maggiorenni e noi ragazzi ne siamo molto invidiosi, ma in comune a mio parere fra loro hanno ben poco. Dipende tutto da scelte fatte prima: chi sceglie di studiare e chi no, chi sceglie di sposarsi e chi no, chi sceglie di avere figli.. e così via andando. E dipende anche dalle differenti personalità e caratteri e problemi.. insomma, dipende da un sacco di cose. E questo, da un punto di vista soggettivo, mi incuriosisce tantissimo. L’autonomia (e qui scatterà una risata dei miei genitori), la possibilità di prendere e uscire senza vincoli.. Io non vedo l’ora di essere adulta, di smetterla di studiare, di trovare l’amore e di avere una famiglia. Quindi se uno ci pensa bene questa prospettiva a grandi linee assomiglia a quella dei miei genitori e di una parte degli adulti. Allora alla domanda se hanno uno svago non si può rispondere “no”. Se hanno scelto di far determinate cose forse è proprio perché volevano farle. E non credo che gli adulti non abbiano mai pensato, sempre a grandi linee, le stesse cose che noi pensiamo adesso. Certo è un periodo duro per la ricerca di un lavoro, una volta non era così. Noi a differenza loro abbiamo molte più cose e mezzi a disposizione per arrivare ad un determinato obbiettivo. Non entrerò nei particolari per quanto riguarda il lavoro perché non so proprio cosa potrebbe uscirne fuori. In realtà la mia non è affatto una critica agli adulti, anzi. Però in quanto umani sbagliano anche loro: è qui che mi vorrei soffermare un attimo. Non riesco ancora a comprendere il motivo per cui la maggior parte degli adulti critica i giovani in modo continuo. In che senso? Nel senso che sono sempre lì pronti a dirti cosa devi o non devi fare, in cosa sbagli e quando sbagli te lo rinfacciano per una nota quantità di tempo. Penso semplicemente che sia un punto sul quale si possa riflettere. Vorrei dire agli adulti che ci possono essere tanti problemi e i nostri errori magari derivano anche da quello. Eppure sbagliano anche loro; però a noi non sta mai di sgridarli perché hanno la possibilità di batterci per una questione di numeri, di età e, in certi casi, di esperienza. Come dicevo prima mi riesce sul serio difficile farne un discorso generale, anche perché mi sembra ovvio che i casi ai quali mi sono riferita non sono esattamente casi generali. Insomma è veramente un bel casino. Io realmente non vedo l’ora di essere adulta, ma non perché non vedo l’ora di poter dire ai futuri giovani cosa fare o per riprenderli ogni  volta in cui sbagliano. Ok, ok.. forse non vedo l’ora di potermi divertire senza qualcuno al di sopra che mi dice di smetterla; quindi non proprio adulta.. ragazza adulta, mettiamola così! E poi va beh, come ho detto prima, non deve in alcun modo diventare un critica, anche perché credo che oltre ad essere pesanti, siano anche molto coraggiosi e capaci (noto per l’ennesima volta una certa difficoltà nel parlarne in generale). Riferendomi ad un articolo dello scorso mese vorrei esporre il mio punto di vista sull’adolescenza, dato che comunque è collegato a quest’argomento. Io non credo che sia del tutto vero che molta parte della nostra formazione da adulti, quali saremo, sia dovuta alla fiducia e alla pazienza dei “nostri adulti”. Penso piuttosto che oltre a questi due fattori noi abbiamo bisogno di qualcuno che ci guidi e non solo che ci comprenda. Le “mille interminabili litigate sulla scuola, sul rendimento e anche sul fatto che si esce, magari con gente diversa”(senza esagerare si intende), sono per noi, non contro di noi. Sono legate al fatto che loro, come dicevo prima, ci battono in esperienza e ne hanno, di conseguenza, il diritto. Noi crediamo di saperne molto di più su com’è la vita, su quali siano i problemi della vita (ed è effettivamente una critica che faccio soprattutto a me stessa). E parlando a noi adolescenti, credo sia esperienza da tenere in considerazione proprio perché sono i nostri genitori e, nonostante tutto, se non ci fidiamo dei nostri genitori non possiamo fidarci di nessuno. O almeno così dovrebbe essere, anche perché se ci si inizia a fidare di più del proprio ragazzo, lasciando perdere i consigli degli amici e dei genitori, solo perché si è innamorati persi, allora non si ha il diritto di parlare di “pazienza e fiducia” da parte degli adulti. Di aiuto sì! Però l’aiuto va accolto, non respinto.

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  1. Coraggio, tutti i tuoi dubbi sono quelli che ha avuto la generazione precedente e quella prima ancora, fino alla notte dei tempi. La contrapposizione fra di esse è solo apparente, perchè anch’essa fa parte dell’evoluzione dell’individuo dallo stato di dipendenza pressochè totale dalla famiglia, dai tutor a vario titolo, fino all’acquisizione di un percorso di vita scelto in libertà o più spesso guidato dalle imposizioni contingenti.

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