GIUGNO 2013 N.32

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L’ ETA’ DELL’AUTONOMIA di Anna Veronesi ’95

In OPINIONE on 22 luglio 2012 at 01:51

Per autonomia si intende la capacità e la possibilità di svolgere le proprie funzioni, di pensare e agire liberamente senza l’influenza di gruppi o individui esterni, da non confondere con l’autosufficienza, che invece significa  disporre delle energie e dei mezzi necessari per soddisfare le proprie esigenze. Arrivati all’età dell’adolescenza un individuo pensa di poter già fare tutto da solo e di poter fare a meno dell’aiuto di figure educative, ed è proprio in  questi momenti che nascono le classiche situazioni di conflitto tra adulto ed adolescente. Figure come quella del genitore vogliono aiutare l’adolescente nel riuscire a scegliere cos’è meglio o cosa fare in determinate situazioni; da parte dell’adolescente, allo stesso tempo, si ha però un completo rifiuto dell’aiuto di figure esterne adulte, perché si ha appunto l’idea di poter già essere e fare da soli quello che si desidera. Quando un adolescente è vissuto e vive in un ambiente in cui le figure educative, a partire dal genitore e a seguire professori e allenatori, trasmettono un tipo di educazione positiva, non giudicante, propositiva ed univoca, magari con un pizzico di serenità e allegria, le capacità di autostima, autovalutazione e autogestione dell’individuo saranno sicuramente maggiori rispetto al caso in cui tali figure, che costituiscono di fatto l’ambiente socio-culturale della persona, trasmettano messaggi tra loro contrastanti, carichi di tensioni, paure o angosce. Nel periodo dell’adolescenza il ragazzo o la ragazza si trovano a dover fare svariate scelte ed inevitabilmente aumenta la possibilità di sbagliare, ed è anche attraverso i propri sbagli che l’adolescente va a formarsi. Il rischio è quello di fare sbagli irrecuperabili, ma resta pur sempre vero che attraverso la comprensione dei propri sbagli si impara, si cresce, si diventa grandi.

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