GIUGNO 2013 N.32

IL TERREMOTO IN DIVISA di Agnese Ferrari ’93

In ATTUALITA' on 17 giugno 2012 at 02:39

Sono già un paio di settimane che la terra qui in Emilia trema di continuo, siamo spaventati, imparanoiati e cerchiamo tutti la rassicurante voce del vigile del fuoco. Solo che molti di noi non hanno mai pensato di mettersi nei panni di chi, per mestiere, deve aiutare e rassicurare la popolazione colpita da calamità; il fatto è che anche i nostri vigili fanno parte delle suddette popolazioni, hanno affetti, case e vite nelle città terremotate e, nonostante tutto, lavorano senza sosta per rassicurare la gente. Ma chi è che rassicura loro sulle loro famiglie e case? E comunque tirano fuori bambine dalle macerie. Sfruttando queste calamità naturali, ci sono persone che  approfittandosene della paura della gente, si travestono da impiegati della protezione civile, o addirittura da pompieri, e condizionano gli abitanti con false dichiarazioni di inaccessibilità delle abitazioni per poi, una volta evacuate, depredarle e passare alle “vittime” successive. E anche in questi casi ci sono funzionari che, giorno e notte, passeggiano per le strade desolate delle città calamitate, cercando di garantire la sicurezza dei beni personali della popolazione. Come pensate che si possano sentire le persone che oltre ad aver perso il tetto, perdono anche tutti i loro averi, magari recuperabili? E come pensate si possano sentire le persone che costantemente danno una mano giorno e notte quando vedono uomini che se ne fregano delle disgrazie, anzi ne alimentano i disagi?  Il problema è che quando fai questi mestieri e succedono disgrazie di questo tipo, il tuo compito diventa ancora più asfissiante, con orari di lavoro assurdi e non pagati come dovrebbero. Ora non pensate che questo sia un enorme problema del nostro paese. Provate anche a mettervi dall’ altra parte della medaglia…quando hai doveri lavorativi e doveri personali?

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  1. I pompieri sono diventati, anche nell’immaginario pubblico, i veri eroi di questo terremoto infinito. Oltre ai cani delle unità cinofile. Sono eroi per dovere, per professione, per istinto, anche; perchè per svolgere il loro lavoro, lo sono per nascita, imho. La loro grandezza sta anche nel superare i problemi personali mettendosi al servizio dei “datori di lavoro”, che siamo tutti noi, gli altri. Un grazie enorme a tutti loro, che andrebbero pagati meglio e maggiormente gratificati, se non ci fossero sempre di mezzo i maledetti “tagli” e la memoria corta, talvolta, di chi ha bisogno di loro.

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