GIUGNO 2013 N.32

LIBRO DEL MESE DI MAGGIO 2012

In BIBLIOTECA on 12 maggio 2012 at 01:40

IL CANTO DELLA MISSIONE di John Le Carrè

Consigliato da Giovanna Menzani ’86

L’ambientazione è l’Africa, il racconto è la storia di Bruno Salvador, detto Salvo, nato in Congo dalla relazione di un missionario irlandese con una ragazza locale. Dopo aver trascorso una difficile infanzia in un istituto religioso a Kivu, Salvo si è trasferito in Inghilterra, dove ha studiato con profitto, fino a diventare uno dei più stimati interpreti di lingue africane, richiesto anche dal governo britannico e dai servizi segreti. Ed è proprio per conto di un’agenzia dei servizi che è inviato su un’isola del Mare del Nord, in occasione dell’incontro tra un gruppo internazionale di investitori e alcuni Signori della Guerra provenienti dal Congo. La sensazione iniziale di Salvo è che la riunione sia ispirata alla nobile volontà di rendere la nazione africana un luogo in cui i principi del libero commercio possano trovare sviluppo e favorire un graduale processo di democratizzazione del suo paese natale; ma, a poco a poco, il nostro protagonista comincia a capire qual è la triste realtà: gli investitori si rivelano soltanto degli squali che considerano l’Africa terreno di conquista per le loro speculazioni, e gli africani dei corrotti, disposti a tutto pur di perpetuare il loro potere, disinteressandosi completamente del destino della propria gente. Il nostro Salvo si troverà di fronte ad una scelta drammatica: restare fedele alla propria coscienza o rispettare gli impegni assunti con il proprio Paese, quelli per i quali è pagato. Nel libro, l’autore, mescolando thriller e impegno civile, affronta temi di scottante attualità come le contraddizioni della globalizzazione, l’incapacità della politica di opporsi alle logiche e agli interessi delle multinazionali, l’inarrestabile saccheggio delle risorse dell’Africa, dove pochi eletti continuano a prosperare a danno dei più deboli. Nel libro c’è anche spazio per un’ironica descrizione della vita missionaria, e uno sguardo affettuoso per l’idealismo ingenuo dei giovani che vogliono cambiare il mondo; e c’è, soprattutto, una sfiducia totale nei governi. L’ho letto d’un fiato, un’estate sotto l’ombrellone e mi è piaciuto, ma non solo per il racconto a lieto fine, ma per la bellezza delle immagini che lo scrittore riesce a definisce quasi a fotografia.

Editore: MONDADORI

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