GIUGNO 2013 N.32

VIVENDO “QUIJOTE” di Irene Caravita ’90

In CULTURA on 15 aprile 2012 at 04:04

Quijote. Il cavaliere errante di Mimmo Paladino. Un’opera indefinibile. Film? Documentario? E’ un video, ma dentro, dietro, fuori, c’è molto di più. Il cinema ha già dimostrato di poter essere il luogo di fusione tra aspetti diversi della cultura, e quest’opera ibrida ne è un mirabile esempio. Immagini che ti chiedono di concentrarti, di guardarle, di amarle. Una storia antica ma banalmente sempre viva, sempre attuale. Quanti Don Chisciotte si nascondono tra le pieghe della nostra società malata? Quante persone combattono quotidianamente contro i più intimi mulini a vento? E pensare che oggi siamo rimasti senza armature, senza cavalli o scudieri. Dei prodi cavalieri un filo miserabili. Paladino dipinge Don Chisciotte come me lo sono sempre immaginato. Un impettito personaggio in buffi abiti, che avanza con lancia sotto il braccio, spada al fianco e scudo, imperioso come una statua classica, calcolando ogni passo. Seguito da un arrancante mucchietto di simpatia, scamiciato, saltellante, sempre intento a mangiare o a distrarsi per ogni filo d’erba.

Sanchio Panza- Lucio Dalla. Sono poi circondati da altri personaggi, Dulcinea, il Mago, la Morte, in un quadro di citazionismo, un collage postmoderno che unisce Pasolini a Bergman, Federico II di Svevia, Ariosto e Cervantes… e tutto il resto che non ho capito. Guardando Quijote entrerete in un quadro, in un mondo lunatico di luci, colori oggetti, opere d’arte che vengono vissute, distrutte, recitate. Ogni inquadratura chiederà spazio, tempo, il vostro tempo, il vostro vissuto che vi farà riconoscere un personaggio, una cosa piuttosto che un’altra, sezionando personalmente l’inquadratura. E’ un film lento, che chiede pazienza, ma che in cambio ti permette di gustare ogni forma, di seguire ogni segno, riflettere su ogni parola o godere di ogni nota. Non ci sono azioni concitate, che ti trascinano senza darti spiegazioni in un turbine di dinamismo. Non c’è azione rappresentata esplicitamente. Ma una struttura capace di riprodurre infinite suggestioni, come una scatola cinese. “Creare un film è qualcosa di analogo alla scultura, ma è come plasmare la luce.”

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: