GIUGNO 2013 N.32

PROTESTA ANONIMA di Anonymous’90

In ATTUALITA' on 11 marzo 2012 at 06:02

“We’re Anonymous.

We’re legion.

We don’t forget.

We don’t forgive.

Expect us!”

Volevo guardarmi la seconda parte del film “V per vendetta” che avevo cominciato il giorno prima. Ma scaricarlo avrebbe richiesto troppo tempo e per un film già visto non ne valeva la pena, quindi l’avevo iniziato su Megavideo.com. Purtroppo non ho potuto finirlo perché aprendo nuovamente il sito, anziché la classica schermata, mi sono trovato davanti un odioso patacco dell’FBI (con tanto di aquile) che afferma la chiusura del sito da parte della U.S. District Court accusandolo di violazione di Copyright. Ho deciso dunque di informarmi meglio credendo impossibile che avessero chiuso uno tra i più importanti siti di sharing, scoprendo che effettivamente il 20 Gennaio 2012 il sito è stato reso inaccessibile. Ma la scoperta più grande e confortante è stata che qualcuno si è opposto a questa manovra. Infatti poche ore dopo la comunità informatica di Anonymous ha oscurato i siti del Dipartimento di Giustizia americano, dell’FBI, della Warner, dell’Universal e di altri siti governativi e non, un’operazione che ha richiesto la collaborazione di almeno 30.000 utenti connessi. Ma questo è niente. Essa infatti è stata solo l’ultima e più grande tra le operazioni condotte da Anonymous. La prima risale al 2006 quando, in un parco divertimenti dell’Alabama, viene vietato a un bimbo malato di AIDS di immergersi in acqua. A seguito della notizia gli utenti si sono registrati al sito di Habbo, utilizzando come avatar un uomo di colore in smoking e acconciatura afro, hanno bloccato l’accesso alla piscina, dichiarando che era “chiusa per AIDS”. Altre operazioni a seguire sono state la chiusura del sito di Hal Turner, autore radiofonico sostenitore della supremazia bianca, gli assalti alla setta di Scientology, ma soprattutto molte altre che si sono opposte direttamente allo strapotere politico ed economico che continuamente tenta di censurare e distorcere i fatti reali. Il 20 Giugno 2009 Anonymous insieme a The Pirate Bay hanno lanciato il sito “Iranian Green Party Support”, a favore di un partito iraniano che si batte per valori “scomodi” come l’ecologia e la tutela dei diritti dei gay, attirando 22.000 sostenitori. Alla fine del 2010 il sito Wikileaks, usato come importante archivio di documenti scottanti, subì forti pressioni in seguito alla pubblicazione di materiale diplomatico segreto degli U.S.A., tanto che Paypal, Mastercard e Visa impedirono di effettuare donazioni a favore. Come risposta Anonymous ha prontamente bloccato i siti di questi ultimi. Quando il governo dello Zimbabwe ha oscurato altri documenti di Wikileaks è stato subito attaccato, così come il governo tunisino, mentre tentava una disperata censura delle proteste in atto, così come il governo egiziano durante le rivolte dell’anno scorso. Sempre nel 2011 è cominciata l’operazione “Green Right” a discapito di ENEL che, per costruire impianti idroelettrici in Guatemala, ha assoldato con i nostri soldi 500 mercenari armati per occupare la comunità indigena maya di San Felipe Chenla (non lo sapevate, vero?). In altre parole stiamo finanziando soprusi senza nemmeno farci caso. Un’altra importante operazione dell’anno passato è stata la “Darknet”, grazie a cui sono stati pubblicati i nomi di 1500 pedofili, che agivano indisturbati su siti nascosti, segnalati alle autorità. Concludo dicendo che mentre la stragrande maggioranza di noi si rimbambisce davanti al pc, farcendosi di stronzate inutili (facebook in primis), c’è chi lo usa come arma, per avanzare una protesta seria, concreta ed efficace, che non si limiti a due slogan al megafono, un paio di striscioni, e tante belle parole. Mentre stai lì a fare NIENTE tra bacheche inesistenti e commenti ignoranti, qualcuno si batte contro la censura. Qualcuno che ha compreso il verso in cui far convergere le potenzialità di aggregazione fornite dalla rete e ogni giorno combatte, mostrando ai potenti un gigantesco dito medio virtuale . Febbraio 2012, in seguito all’oscuramento da parte del senatore PDL Maurizio Paniz del sito Vajont.info (MA CI RENDIAMO CONTO?) è scattata l’operazione FuckPoliticiansFebruary attraverso cui Anonymous lancia un messaggio:

“Mentre il paese va a rotoli a discapito delle classi più svantaggiate voi continuate a perdere ottime occasioni per tacere, per smetterla di rubare e per piantarla di farvi sempre e soltanto gli affari vostri. Ci chiediamo veramente se non siete tutti uguali. Come potevano Rutelli/Bersani & Co non sapere nulla? Come fanno 13 milioni di soldi nostri a sparire senza che nessuno se ne accorga? Vogliamo delle risposte,e le vogliamo subito. Vogliamo che qualcuno paghi. Vogliamo che sia cambiata questa porcata di legge elettorale. Vogliamo che siano aboliti (come il popolo italiano aveva già deciso nel 1993) TUTTI i finanziamenti ai partiti. Vogliamo un Parlamento pulito. NO condannati. NO pregiudicati. NO puttane, nani, ballerini e mafiosi. Vogliamo che il popolo inizi a contare davvero. Perchè tutte le firme che raccogliamo vengono tirate nel cesso? I politici, nostri dipendenti non dovrebbero impegnarsi affinchè la nostra voce sia sentita? A quanto pare NO, anzi non perdete occasione per chiamarci sfigati , mammoni , bamboccioni.”

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  1. Sì, è necessaria una scrematura degli interventi di Anonymous, ma in genere è un bene che esista qualcuno che si opponga ai poteri forti. Magari non solo per azioni di “pirateria informatica”, ma anche per togliere il vestito al re di turno 😉

    • Sull’ultimo “Venerdì di Repubblica” è andata in stampa l’intervista ad uno dei leader (se si può dire così) di Anonymous in Italia: interessante!

  2. Caro Anonimo,
    Intanto mi complimento per la scelta coraggiosa di firmarti Anonimo. Poi, mi ha proprio intenerito il tuo dramma, di non aver potuto scaricare “agratis” (cioè illegalmente) un film, e il tuo sacro furore che ti fa appoggiare le fiere iniziative dei gruppi Anonymous.
    Vorrei informare i lettori che dietro la sigla Anonymous si nasconde di tutto, da iniziative più o meno nobili ad autentiche porcate. E che gli attacchi di questi personaggi, così ben descritti nell’articolo, a parte disturbare per un po’ di tempo qualche sito governativo, o mettere in piazza dati riservati anche di minori, hanno come risultato pratico lo zero assoluto, nel senso che il mondo va avanti tranquillamente come prima. Anzi: gli attacchi di questi personaggi servono perlopiù a rafforzare le ragioni di chi vuole imbavagliare la rete.
    Potresti spiegare ai lettori cosa c’è di nobile o rivoluzionario nel voler vedere un film senza pagare il biglietto? E potresti spiegare come dovrebbe funzionare una società in grado di accontentarti? Nel tuo mondo cosa spingerebbe un artista a produrre una canzone, un film, un libro non potendo guadagnarci da vivere? Leonardo, per dipingere la Gioconda, è stato PAGATO. E non mi risulta che il regista di “V per Vendetta” abbia messo in rete il suo film a disposizione di tutti, gratuitamente: anche lui vorrebbe da te un soldino.
    Quanto al resto dell’articolo, non basta avere delle buone ragioni. Bisogna farsela dare, la ragione. E per avere il consenso bisogna organizzarsi. Cosa che i vari movimenti, gruppi, reti ecc. non stanno facendo. E sai perché? Perché per mettere insieme tutti bisogna saper essere GENEROSI, rinunciare alla propria visione per un progetto comune. Venerdì a Roma c’era una manifestazione. C’erano operai, studenti, disoccupati, notav, c’erano praticamente tutti. Eravamo in cinquantamila. Fossimo stati un milione, oggi l’Italia sarebbe diversa. Ma non è andata così, è ovvio: l’aveva organizzata la Fiom e la Cgil, e chi li vuole quelli lì?
    Non voglio tirarti la croce addosso: semplicemente suggerirti che le cose sono – come si dice – un po’ più complesse. E a proposito di vendetta: “V per Vendetta” è anche vedibile, ma è la solita favoletta americana con i Buoni che sconfiggono i Cattivi. Se non lo hai già visto ti consiglio la visione di “Old boy”, è un film coreano, e vedrai che troverai il modo di scaricarlo anche questo gratis: lì le cose sono meno semplici, come è meno semplice la vita. Se non altro per conoscere la visione del mondo cinese e coreana, cosa che con l’aria che tira non guasta.

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