GIUGNO 2013 N.32

INFLUENZA MEDIATICA di Elia Franzoni ’92

In OPINIONE on 11 marzo 2012 at 06:03

Al giorno d’oggi, la televisione ha un’importanza fondamentale nella vita delle persone, a partire dai più giovani per finire con i più vecchi, che nonostante siano cresciuti senza, sembra che ora non ne possano fare a meno, e comunque ne subiscono fortemente l’influenza. Dico questo perché vedo che molte persone anziane prendono quello che dicono i media come verità assodate,   lasciandosi, di conseguenza, troppo spesso condizionare da essi; con questo non voglio dire che i giovani non siano influenzati dalla televisione , tutt’altro, infatti purtroppo molti ragazzi prendono come esempio di vita proprio i personaggi del piccolo schermo, in particolare quelli dei reality, che tutto sono, tranne che un buon esempio. Penso, tuttavia, che la colpa non sia da attribuire solo ai giovani, ma anche, e a parer mio in larga misura, alla società; infatti spesso accade che i ragazzi, soprattutto nei primi anni dell’adolescenza, non siano in grado di distinguere ciò che è giusto da ciò che è sbagliato, e a fronte di un continuo messaggio che presenta questi personaggi come delle grandi persone, si ritrovano, in modo acritico, a seguire la massa e a fare, in un certo senso, quello che la “società” attraverso i suoi strumenti, gli dice di fare. Si adeguano. In realtà sappiamo che sono solamente dei “buffoni” che vanno in televisione a raccontare le loro storie, vere o false che siano, per diventare famosi, ma il problema è che un po’ per volta, quasi senza rendercene conto, si perdono i veri valori della vita. Io credo anche che non si stia facendo nulla per rimediare a questa cosa, anzi, è addirittura difficile che qualcuno ne parli, perché chiunque in televisione ci abbia provato, è stato cacciato o “esiliato” in un canale minore, dove ci sono pochissimi ascolti e dove sono sicuri che non intralci i loro piani di controllo indisturbato delle masse. Il grosso problema è che in Italia chi controlla le televisioni è anche chi fa politica, e capite bene che le due cose non dovrebbero stare insieme, perché la televisione dovrebbe rimanere neutrale e dare informazioni libere dai  vincoli di partito. Nel nostro paese questo non accade e anche in questo caso nessuno fa nulla perché ciò non avvenga. Penso che una soluzione potrebbe essere quella di smettere di guardare certi programmi, come gran parte dei reality o cose del genere, perché invece di insegnarti come stare al mondo, ti fanno soltanto credere che tutti possiamo essere belli, ricchi e famosi, ma questo non sempre accade, e se noi bruciamo tutte le nostre risorse per cercare di essere come loro, quando poi scopriamo, come per incanto, di non esserci riusciti, ci ritroviamo vuoti, non abbiamo più niente e diventiamo soltanto un peso per la sociètà che, senza fare una piega, ci mette da parte e ci esclude da ogni considerazione; ci ritroviamo senza un lavoro e col non avere più nessuno dei valori sani della vita,  tutti giocati nel cercare di diventare un qualcuno che non saremo mai. Io credo infine che la televisione e i media, nonostante siano nati con il buon intento di informare la gente, o anche come svago, stiano riducendo il quoziente di intelligenza della società, e che di fatto limitino quella capacità innata dell’uomo di “cavarsela” nella vita, nessuno è infatti più abituato a sforzarsi per ottenere qualcosa, e se continueremo così non ci sarà più nemmeno il modo di riprendersi.

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  1. E poi c’è un altro modo per prendere le distanze dal mondo “finto” dei reality: si può seguirli, parlarne, divertendosi, con educazione e rispetto delle altrui opinioni. Utopistico? Forse. Da moderatrice di forum, so bene quanto sia difficile trovare un equilibrio e spesso capita di dovere intervenire su gente che arriva a gamba tesa, con totale chiusura mentale e ignoranza delle più comuni regole del vivere insieme. Ma non è forse, questo, uno specchio della società di oggi? Quindi, tv sì, reality sì, ma cum grano salis e con dialogo continuo in famiglia.

  2. Sono pienamente d’accordo con i contenuti dell’articolo circa l’influenza mediatica. Oggi ci sono iniziative costruttive e di lungo respiro che non hanno nessuna attenzione sui media. Ne cito una delle tante. Non ho mai sentito parlare in TV di “Insieme per l’Europa” http://www.toghether4europe.org un movimento che cerca di dare un’anima all’Europa. Vi partecipano circa 300 associazioni e comunità, che spingono verso la via della fraternità e condivisione di beni e di risorse. Ciò per portare avanti in Europa un patrimonio culturale comune, soprattutto l’amore solidale. Ci sono state già 2 convention a Stuttgart e il 12 maggio 2012 ci sarà la terza, sabato 12 maggio a Bruuzelles. Quindi, a proposito del quoziente d’intelligenza, con questo cammino si attua un poco quello che afferma Steven Pinker, nel suo trattato The Better Angels of Our Nature (2011). Egli, scrivendo sul “pensiero astratto e creativo”, ritiene che l’evoluzione ci abbia dotato anche di predisposizioni cooperative e pacifiche, di modo che possano determinarsi, a vantaggio della riproduzione e sopravvivenza, le strategie più adattative rispetto a diverse situazioni. Tra queste strategie vi sono gli “angeli”: il dialogo, l’empatia, il senso morale, l’autocontrollo e la relazionalità sono particolarmente importanti, e dipendono anch’essi da specifiche aree del cervello (quelle frontali e prefrontali). Aree queste che possono essere potenziate per esercitare un maggior controllo sui “demoni” della conflittualità e della violenza. Pinker identifica precisamente le attività culturali umane che aiutano i nostri angeli a prevalere, e fanno capire come lo Stato di diritto, il rispetto e la valorizzazione della donna, il cosmopolitismo e l’espansione su basi relazionali del cerchio morale sono fattori che riducono la violenza. Ciò ha contribuito a produrre nel tempo l’aumento del quoziente d’intelligenza migliorando anche il ragionamento morale finalizzato a una convivenza più pacifica. Mario D’Astuto

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