GIUGNO 2013 N.32

MOVIMENTO 5 STELLE: SOSTEGNO CON RISERVA di Luca Capizzani ’91

In POLITICA on 5 febbraio 2012 at 02:53
Da suo sostenitore mi risulta alquanto difficile elaborare una critica obiettiva al Movimento 5 Stelle; sicuramente è qualcosa di nuovo, di radicale, nel senso che va alla radice dei problemi della società italiana di oggi, vale a dire l’incomunicabilità dei partiti con i cittadini e la noncuranza con la quale essi continuano a fare i cazzi loro, a volte addirittura all’insaputa di loro stessi. Grillo, e il movimento in generale, è un grande sostenitore della rete: la rete come nuovo mezzo di comunicazione, che fungerà essa stessa da giudice, perché tutti i cittadini potranno criticarsi, discutere dei problemi del quartiere in cui vivono, fino a quelli dello Stato, arrivando anche a potersi correggere l’un l’altro, costituendo di fatto, sempre in rete, un’intelligenza collettiva senza precedenti.
Questo pensiero, questa idea, che si prefigge di migliorare la società attraverso lo scambio di informazioni e quindi di nuovi pensieri e idee, è molto affascinante. Tuttavia non ho potuto fare a meno di sentire qualcosa che strideva. Così facendo si andrà inevitabilmente verso un’era cibernetica, dove sì ci saranno cittadini a “comandarsi”, dove veramente ognuno vale uno, ma dove il tutto avviene in una realtà morta, virtuale. Saremo tutti (forse) più intelligenti, ma che ne sarà della ragione? La ragione non è intelligenza. Intelligenza è saper a memoria Dante, Shakespeare, saper risolvere equazioni “vatteleapescà”, ma non potrà mai sfociare in un pensiero costruttivo: l’intelligenza, tanto per capirci, quello per cui la scuola di oggi ti forma (e non dovrebbe essere così), è un insieme di informazioni che dovrai sapere a memoria, meglio di qualsiasi altra persona, e meglio le conoscerai, più velocemente riuscirai ad utilizzarle, più avrai successo, più guadagnerai; l’intelligenza può anche venire rimpiazzata dalla macchina: un cervello elettronico è in grado di eseguire calcoli che l’intelligenza umana fatica ad eguagliare. Ma la macchina non può, come tra l’altro l’intelligenza, svelare la verità dietro il problema: in effetti, la macchina lo risolve. La ragione può!… può proporre alternative, guardare alla realtà con occhio critico e sempre diverso: non esiste, né mai esisterà, macchina al mondo in grado di rimpiazzare questo processo mentale. Alla luce di questo, mi chiedo: sarà veramente così giusto puntare verso un futuro imperniato di elettricità e interconnessioni, dove il dialogo puro, tra persone che ragionano di un qualsiasi argomento verrà, forse, meno?
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  1. Non posso darti torto Andrea, nel senso che hai ragione nel dire che la ragione non può essere solo una caratteristica genetica: in effetti io non l’ho detto; quale che sia la sua origine, però, è insita in noi, tutti; secondo te la “ragione” prende il nome di intelligenza, che distingui dalla conoscenza, che viene insegnata a scuola; mi pare un modo diverso per appellarsi agli stessi principi. Tuttavia tengo a precisare un paio di cose: il mondo è pieno di persone cosiddette benpensanti, individui stracolmi di “conoscenza”, di sapere, nonché intelligenti (nel mio modo di intenderlo, ovviamente); tuttavia queste persone, alcune, non tutte, tradiscono nei loro modi di pensare e nei loro ragionamenti una certa chiusura mentale che, a mio modo di vedere, non avrebbero se avessero coltivato il pensiero puro, il ragionamento. Pensa a tanti filosofi, politici etc. Einstein era certamente una persona intelligente, e mi dispiace che venga ricordato a scuola (le poche volte che viene menzionato) solo per questo, ovvero le sue formule sulla relatività: egli fu soprattutto una persona che non si crogiolò nel suo pozzo di sapere, ma andò oltre parlando di tante cose, ragionando proprio come stiamo facendo io e te e criticando tante convenzioni accettate dalla società come verità assolute. Lui è un esempio di persona dove la ragione va di pari passo con l’intelligenza. I benpensanti invece, si fermano nel loro mondo virtuale, vantandosi degli innumerevoli libri che hanno letto, degli anni passati a studiare, continuando la loro vita, magari arrivando a risolvere problemi complicatissimi: eppure non si rendono conto che un contadino (senza offendere i contadini) sulle stesse questioni potrebbe esprimere dei giudizi a cui loro, forse, mai giungerebbero; magari questo ipotetico contadino, non ha mai studiato; non è mai arrivato neanche ad imparare le nozioni base della matematica, né mai ha letto qualcosa. Eppure, in lui c’è più verità che in tanti studiosi. Con questo non voglio criticare la categoria “studioso” a priori, anche perché sarebbe tanto sciocco quanto ipocrita. Voglio solo esprimere la mia idea: la ragione non può essere frutto dello studio, né tanto meno dell’intelligenza: l’una non presuppone l’altra. I grandi capi indiani venivano considerati saggi: ebbene, io non so cosa loro intendessero per saggezza, certo è che l’unica fonte del loro “sapere” deve essere stata la loro unica esperienza di vita. Altra piccola precisazione, i test d’intelligenza si prefiggono come scopo proprio il poter dare un valore numerico circa l’intelligenza contenuta nel cervello, poiché essi pensano che sia veramente indice di capacità nel risolvere problemi, questioni; sicuramente è vero, e chi eccederà in questi verrà scelto dalla NASA, forse; ma dimmi, per te è più ragionevole una persona che progetta un missile atomico, che potrebbe spazzar via l’intero pianeta, solo perché la scienza riesce a farlo, oppure una persona che alla luce di questo dice: “L’uomo ha inventato la bomba atomica, ma nessun topo al mondo costruirebbe una trappola per topi.” [Einstein].

  2. Ciao Luca, ho letto con attenzione quanto hai scritto e rispetto il tuo pensiero “politico”.
    Mi permetto però di non essere d’accordo con alcune tue affermazioni circa l’intelligenza.
    <>
    Io dissento in modo totale da quanto dici: la ragione è intelligenza allo stato puro, tanto che chi non usa la ragione è perchè non riesce a muovere l’intelletto.
    La scarsa propensione della scuola a proporre riti logorroici e prove di memoria non propone un test d’intelligenza ma di conoscenza.
    Per me c’è una gran differenza. Proprio perchè tu sei intelligente usi la ragione e trovi alcuni aspetti non piacevoli nel Movimento 5 Stelle, altrimenti no.
    Tutto il tuo scritto è frutto di un pensiero e di una capacità critica che deriva dalla tua intelligenza. Avere sensibilità e profondità di pensiero non è solo una caratteristica genetica ma doni che si coltivano con lo studio, con la fatica, con le prove sul campo e con l’intelligenza.
    Spero di essermi spiegato e grazie per l’articolo che hai fatto.
    Andrea Billi

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