GIUGNO 2013 N.32

SULLE SPALLE DI UN GIGANTE di Lafayette ’89

In CURIOSITA' on 8 gennaio 2012 at 03:32

Mi ha sempre affascinato la mente umana. Osservavo i suoi movimenti e ne rimanevo meravigliato. Il cervello è costituito da qualche centinaio di miliardi di neuroni collegati tra loro in una miriade di schemi tridimensionali. Le diverse combinazioni, date da questi miliardi di neuroni che si connettono e si accendono in sequenze uniche, formano le reti neurali. Le reti neurali formano ricordi, pensieri, immagini, ecc… Ma il cervello non è la mente, bensì l’apparato fisico attraverso il quale la mente viene prodotta. Essenzialmente, la mente è il cervello animato. Senza il cervello non c’è mente e viceversa. Il cervello è quindi lo strumento di cui ci serviamo per evolvere consciamente, quanto comprendiamo nel corso nella nostra esistenza e per sostenere subconsciamente la nostra stessa vita. La coscienza è la nostra consapevolezza del “sé”, è la nostra percezione del mondo che ci circonda. Tuttavia dentro di noi c’è un altro tipo di intelligenza, che ci da costantemente vita, istante per istante, senza alcun bisogno del nostro aiuto: l’intelligenza innata; essa risiede in egual modo in tutte le cose. Chiamerò i due tipi di mente coscienza soggettiva e coscienza oggettiva (subconscio). La coscienza soggettiva, situata nella neocorteccia, mantiene la nostra libera volontà individuale e permette di esprimerci come esseri pensanti, con i nostri tratti salienti e le nostre caratteristiche. Ci permette di apprendere, ricordare, creare, sognare, scegliere e persino di non scegliere. Quindi è il Tu o il Sé. La coscienza oggettiva o subconscio, è un sistema di consapevolezza intelligente prodotto dal cervello medio (composto da: talamo, ipotalamo, ipofisi, ghiandola pineale, ippocampo, amigdala e gangli basali), cervelletto e tronco encefalico, separato dalla mente conscia.

E’ subconscio, ma è estremamente intelligente e attento. E’ anche separato dal cervello pensante ma, attraverso le parti del cervello, opera per mantenere in ordine il nostro corpo. Con la coscienza oggettiva il cervello processa milioni di funzioni automatiche al secondo, allo stesso tempo su un livello cellulare e su un livello complessivo, di cui non siamo coscientemente consapevoli. Questi sono gli aspetti della nostra salute e della nostra vita che diamo per scontato ogni giorno, i sistemi che controllano il nostro cuore, digeriscono il nostro cibo, filtrano il nostro sangue, rigenerano le nostre cellule e organizzano addirittura il nostro DNA. E’ necessaria una coscienza grande e illimitata per assumersi la responsabilità di tutto questo. Quindi questa intelligenza oggettiva sa molte più cose di quante ne sappia il sé della nostra personalità. In effetti noi viviamo giorno dopo giorno sulle spalle di un gigante che permette al nostro organismo di vivere al pieno delle sue funzionalità. Mentre voi siete seduti a leggere con noncuranza questa pagina, tenete presente che il vostro corpo sta subendo una moltitudine di cambiamenti dinamici: il vostro pancreas e le vostre ghiandole surrenali si sono messi a secernere alcuni nuovi ormoni in diverse aree del vostro cervello, come un’improvvisa tempesta di fulmini, l’intensità della corrente elettrica è cambiata, provocando il rilascio di una fiumana di sostanze neurochimiche troppo numerose da elencare; la vostra milza e il vostro timo hanno inviato un gran numero di “e-mail” al vostro sistema immunitario per generare alcune modifiche, diversi succhi gastrici sono entrati in circolo; il vostro fegato ha iniziato a produrre enzimi che solo un istante prima non c’erano, il ritmo del battito cardiaco è cambiato, i vostri polmoni hanno alterato la gettata sistolica e il flusso sanguigno diretto ai capillari delle vostre mani e dei vostri piedi è cambiato. Il tutto per aver avuto un unico pensiero. Così grande è il vostro potere! A pensarci, è sorprendente rendersi conto di quanto influenti ed estesi possano essere gli effetti di uno o due pensieri, siano essi consci o inconsci. Che ci piaccia o no, una volta che un pensiero è sopraggiunto nel cervello, il resto è storia: tutte le reazioni corporee che scaturiscono dal nostro pensiero intenzionale o non intenzionale, si dispiegano dietro le quinte della nostra consapevolezza. Ciò significa che i pensieri apparentemente inconsci che ci attraversano, quotidianamente e ripetutamente, innescano una cascata di reazioni chimiche che producono non soltanto ciò che sentiamo, ma anche come sentiamo. Il benessere fisico quindi è direttamente collegato a quello mentale. Il sistema nervoso centrale è funzionalmente suddiviso in due parti: il sistema nervoso simpatico e parasimpatico. Il primo prepara il corpo per le emergenze (sistema lotta o fuggi): quando percepiamo una minaccia nell’ambiente questo sistema nervoso si attiva automaticamente per preparare il corpo a lottare oppure a fuggire. In poche parole, il nostro sistema simpatico cambia il corpo elettrochimicamente per aumentare le sue possibilità di sopravvivenza. Il sistema parasimpatico, invece, possiede funzioni opposte. Esso conserva e rinnova l’energia e le risorse del corpo, deviando il flusso sanguigno dai muscoli scheletrici delle estremità verso organi interni, per sostenere la crescita e i processi di sostentamento. In poche parole uno ci aiuta a sopravvivere, l’altro ci aiuta a svilupparci e a crescere. Ecco perché quando siamo in stato di stress ci ammaliamo più facilmente, poichè entra in funzione il sistema simpatico e il nostro organismo produce sostanze chimiche che iniziano ad alterare il nostro stato interno e innescano il deterioramento cellulare. Ma ancora più affascinante è come il nostro cervello ricorda. L’ippocampo crea memorie a lungo termine. Noi impariamo dalle nuove esperienze e formiamo i ricordi grazie a quest’area del cervello medio. Esso suddivide le informazioni in entrata a seconda che la loro importanza sia a breve termine o a lungo termine, e le archivia di conseguenza. Il tipo di codificazione mnemonica che ha luogo nell’ippocampo è chiamato apprendimento associativo o memoria associativa. Esso tiene un registro di dati associati con persone, luoghi, cose, tempi ed eventi. Gli esseri umani hanno la tendenza a ricordare meglio le esperienze quando sono in qualche modo collegate a uno di questi elementi; crea quindi una memoria di eventi personali associati a cose che ci accadono in un particolare tempo e luogo. Ogni volta che facciamo una nuova esperienza, l’ippocampo ci consente, mediante la combinazione di tutti i nostri sensi, di creare un nuovo ricordo. Più è ricco di elementi, più il ricordo sarà memorizzato. I ricordi associativi inoltre ci consentono di utilizzare ciò che sappiamo già, per poter comprendere o apprendere ciò che non sappiamo; in altre parole ci consentono di usare quanto ci è familiare, per capire ciò che non lo è. Questo succede perché vengono create delle nuove reti neurali. Ovvero vengono collegati insieme neuroni che prima erano divisi tra loro. Più reti neurali possediamo e più è facile ricordare. Questo perché possediamo più materiale da associare. In breve più sappiamo e più possiamo apprendere. A renderci unici quindi non sono solo il nostro patrimonio genetico, ma anche le nuove esperienze. Noi possiamo cambiare, a volte anche radicalmente, sconvolgendo e riorganizzando la nostra mente e il nostro cervello.

“Molti uomini hanno vita di quieta disperazione: non vi rassegnate a questo, ribellatevi, non affogate nella pigrizia mentale, guardatevi intorno. Osate cambiare, cercate nuove strade.” Henry David Thoreau

Infatti: “L’essenza dello spirito dell’uomo sta nelle nuove esperienze.” Potrei scrivere ancora molte pagine dove illustrare le molteplici funzionalità del cervello, ma lo spazio a mia disposizione è breve. Non vi dirò che le emozioni sono prodotti chimici dei vostri pensieri e che il dolore può provocare dipendenza, fino a farvi dimenticare che cosa voglia dire “un sorriso spensierato”. Non vi dirò che se imparassimo a controllare il gigante che ci sostiene potremmo curare molte delle nostre malattie. Arriveranno momenti in cui vorrete mollare tutto, in cui vorrete sparire e farla finita. Quando voi, così piccoli, sarete soli davanti all’immensità del mondo senza altri aiuti che le vostre mani, e la vostra testa, ricordatevi che nella vita importa non già di essere forti, ma di sentirsi forti. Il nostro cervello è uno strumento. La mente siamo noi. Pensate a voi come a degli artisti, e al cervello come l’inizio della vostra opera d’arte. Concludo quindi questo non articolo con un pensiero, un inizio da cui poter creare la mia arte: Cosa possiamo noi se non tentare, per poi cadere. Provare a lanciarci e, se siamo fortunati, volare via.

Annunci
  1. “Essenzialmente, la mente è il cervello animato”. Belle immagini, per avvicinarci a concetti estremamente complessi, in quel mistero che è la vita e ci apre la via verso un’infinità di domande: alcune trovano risposte nella scienza, altre nell’istinto dell’uomo. IMHO.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: