GIUGNO 2013 N.32

IL LIBRO DEL MESE DI GENNAIO 2012

In BIBLIOTECA on 5 gennaio 2012 at 02:50

BIANCA COME IL LATTE ROSSA COME IL SANGUE di Alessandro D’Avenia

Consigliato da Beatrice Franzoni’90

Ciò che conta di fronte alla libertà del mare non è avere una nave, ma un posto dove andare, un porto, un sogno, che valga tutta quell’acqua da attraversare.

Ogni cosa è un colore. Ogni emozione è un colore. Il silenzio è bianco. Il bianco non ha confini. Anzi, il bianco non è neanche un colore. Non è niente, come il silenzio.

Leo ha sedici anni. Come molti della sua età frequenta la scuola con svogliatezza e mostra invece interesse per la musica ed il calcio, sempre presenti nella sua vita e nella sua quotidianità come anche Silvia, la sua migliore amica. Lei c’è sempre. È affidabilità. È stabilità. È conforto. Ma Leo non vede oltre a questo. Arriva un giorno il nuovo supplente di storia e filosofia. E’ diverso dai soliti professori. Lui è un Sognatore. Parla di amore, di sogni, di Dio… Leo manifesta dapprima il suo solito cinismo ma ben presto si accorge che questo Sognatore non dice cavolate. Egli sprona i ragazzi a cercare il loro sogno, a vivere intensamente.

«Come si fa a trovare il proprio sogno?»«Cercalo.»«Come?» «Poni le domande giuste.» «Che vuol dire?» «Leggi, guarda, interessati… tutto con grande slancio, passione e studio. Poni una domanda a ognuna delle cose che ti colpiscono e appassionano, chiedi a ciascuna perché ti appassiona. Lì è la risposta al tuo sogno. Non sono i nostri umori che contano, ma i nostri amori.» Devo trovare ciò che mi sta a cuore. Ma l’unico modo per scoprirlo è dedicarci tempo e sforzo. Devo partire da quello che già so.

Il sogno deve avere una parte di mistero: qualcosa ancora da scoprire. Leo sa qual è il suo sogno. Il suo sogno è Beatrice. Beatrice è il rosso, rosso come i suoi capelli. È il rosso dell’amore, della passione, del sangue. Il sangue che è la vita per Beatrice. Beatrice sta vivendo un dolore. E questo dolore diventa anche il dolore di Leo perché Beatrice è il suo sogno.

Regalare il proprio dolore agli altri è il più bell’atto di fiducia che si possa fare. L’amore non esiste per renderci felici, ma per dimostrarci quanto sia forte la nostra capacità di sopportare il dolore.

La sofferenza e lo sgomento piombano nella vita di Leo. Non sa come affrontarli. Si pone le sue domande e ha i suoi dubbi…

«Se lui è onnipotente e anzitutto perché mi ha fatto questo? Perché mi ha voluto far soffrire e fa soffrire altri come me che non fanno niente di male? Altro che figlio prediletto. Io Dio proprio non lo capisco. Ma che razza di Dio sei, se c’è il male?» Gandalf mi dice che ho ragione. Come ho ragione? Io lo provoco e lui mi dà ragione? Bah… almeno i preti dovrebbero difendere le loro posizioni. Gandalf mi ribadisce che anche Gesù, che era il figlio di Dio, si è sentito abbandonato da suo padre e glielo ha gridato nel momento della morte. «Se Dio ha trattato così suo figlio, tratterà così tutti quelli che ritiene suoi figli prediletti.» Che ragionamento è? Però non ho avuto il coraggio di controbattere, perché comunque questo – dice Gandalf – raccontano i Vangeli: «Se uno volesse inventarsi un Dio forte lo farebbe senza problemi, non immaginerebbe un Dio debole e che per di più si sente abbandonato dal padre al momento della morte.»

[…]

«Leo, al dolore non c’è una risposta convincente. Però da quando Cristo è morto sulla croce per noi c’è un senso. Un senso c’è…»

..ma riesce a darsi delle risposte. Si avvicina a Beatrice. Si avvicina al suo dolore. Vive il suo amore. Perché l’amore non vuole avere, l’amore vuole soltanto amare. Beatrice gli dà una vera lezione di vita.

Il brutto della vita è che non ci sono le istruzioni per l’uso. «La via te la costruisci tu strada facendo, con le tue scelte.» «Ma se non sai scegliere?» «Cerca di scoprire la verità e scegli.»

Beatrice ha amato ed è stata amata. Ha cercato. Ha scoperto. Ha scelto. Ha accettato.

Accanto a Leo c’è sempre Silvia. Lei lo aiuta a scegliere, a cercare. Quello che a volte pensiamo sia il nostro sogno può rivelarsi una tappa del cammino che ci conduce al nostro vero desiderio. Scopriamo un poco per volta. Scopriamo avanzando. Scopriamo soffrendo. Scopriamo scegliendo, magari una cosa piuttosto che un’altra. Ma l’importante è che quando troviamo il nostro sogno facciamo di tutto per realizzarlo anche se la vita ci sembra avversa. Il nostro sogno deve valere la pena.

La vita è l’unica cosa che non s’inganna, se tu, cuore, hai il coraggio di accettarla…

Siamo tutti chiamati a cercare il nostro sogno. Piccoli e grandi, nessuno escluso. E voi direte “Beh..a me piace sognare”. Ma il bello viene quando cominciate a interrogare voi stessi, a domandare alla vita e alle cose che vi appassionano, scoprirete che il vostro sogno vi farà scegliere, vi farà prendere delle responsabilità e voi sarete artefici della vostra vita, magari una che non avreste immaginato, ma vita.

Sognate, cercate, domandate, amate e vivete!

Editrice: Mondadori

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