GIUGNO 2013 N.32

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IL VOTO, DIRITTO E DOVERE di Michele Ermini ’93

In OPINIONE on 8 gennaio 2012 at 03:44

Come ben si sa, una volta compiuti i 18 anni, si apre un mondo di libertà a cui prima non era possibile accedere e in particolare, tra queste, vi è anche quella di poter partecipare alle elezioni politiche amministrative o ad altre consultazioni pubbliche come i referendum. Ora, per quanto riguarda le elezioni politiche ed amministrative, per coloro che in 18 anni di vita si sono già fatti un’idea precisa su come la pensano, questa possibilità è sicuramente vissuta come una cosa positiva e non vedono l’ora di andare alle urne per esprimere il loro parere, ma per altri può rappresentare una contingenza insignificante o priva di valore, per gente ad esempio che potrebbe non capire niente di politica, o che pensa che i politici siano tutti uguali, oppure per gente che ha un’idea, ma non riesce a trovare nessun partito o comunque nessuna parte che la rappresenti. Il primo pensiero di queste persone è probabilmente quello di non andare a votare, ma se ci si prova a consultare con altri e a sostenere questo posizione, ci sarà sicuramente chi dirà che non andare a votare è la scelta più sbagliata che si possa fare. Quindi cosa fare? È importante, anzitutto, capire che votare è un diritto e un dovere di tutti. L’Italia, infatti, è una repubblica parlamentare quindi a democrazia indiretta e ciò comporta che i cittadini debbano, tramite elezioni, scegliere i propri rappresentanti. Il diritto di votare è quindi determinato dal fatto che ognuno di noi, vivendo in una società che deve necessariamente essere gestita con regole e servizi, è libero di scegliere chi meglio possa rappresentarlo e  decidere queste regole. Il concetto di dovere riprende in parte quello del diritto: essendo cittadini usufruiamo dei servizi e delle regole attraverso cui l’ambiente in cui viviamo viene gestito, ed è quindi giusto che anche noi contribuiamo alla sua gestione, e questo si può fare, appunto, votando. In caso contrario, cioè non votando, dovremmo evitare di lamentarci  qualora una legge fosse, secondo noi, non giusta. E’ attraverso il voto, infatti, che ognuno di noi, nel proprio piccolo, può contribuire ad una migliore gestione della società.