GIUGNO 2013 N.32

IL LIBRO DEL MESE DI DICEMBRE 2011

In BIBLIOTECA on 3 dicembre 2011 at 03:27

PERCHE’ NON POSSIAMO ESSERE CRISTIANI (E MENO CHE MAI CATTOLICI) di Piergiorgio Odifreddi

Consigliato da Silvia Franzoni ’90

Prima di comprare un libro mi chiedo sempre: perché dovrei leggerlo? Di seguito è la mia risposta a questa domanda. A volte i cristiani hanno dato la prova di essere instancabili moralisti del genere umano, e con altrettanta presunzione, pungente e irritante, allontanano tutte quelle voci fuori dal coro che muovono critiche più o meno costruttive riguardo la fede, la parola di Dio e la figura di Gesù. Il libro che vi presento s’inserisce in questo quadro di critiche. Suddiviso in sei capitoli e in sottosezioni, Odifreddi individua gli errori e i limiti interpretativi, le forzature e le contraddizioni presenti nell’Antico e nel Nuovo Testamento. Lo fa attraverso un’analisi letteraria dei testi antichi, un’analisi storica dei contesti e degli ambienti in cui si verificano gli episodi raccontati. Con la Bibbia in una mano (edizione ufficiale della Cei) e il compendio del Catechismo (curato nel 2005 dall’allora cardinale Joseph Ratzinger) nell’altra, procede nelle tematiche più “fastidiose” e “ingombranti” con cui i cattolici devono fare i conti. Risalendo agli antichi testi e avvalendosi del significato letterale dei termini, mette in dubbio le successive traduzioni redatte; invalida moltissime posizioni assunte dalla Chiesa e imposte agli uomini con dogmi e regole posteriori al tempo di Cristo. I suoi strumenti d’analisi sono sicuramente la storiografia e la ragione, elementi fondanti dell’esistenza umana. Ne nasce così un testo che rigurgita razionalità e grida a gran voce il bisogno dell’uomo di tornare alla radice concreta e terrena della sua esistenza, rifiutando implicitamente la strumentalizzazione esercitata dagli uomini di tale credo, soprattutto quando la strumentalizzazione è puramente compiuta a fini politici o investe chi non crede (oppure a fede in credi diversi). Al di là delle opinioni personali che ognuno ha la facoltà e il diritto di avere, questo scritto deve fare riflettere tutti noi cristiani. La rabbia espressa per le ipocrisie di cui ci siamo macchiati, e di cui la storia è testimone, deve aiutarci a ritrovare l’origine della fede a cui ogni uomo sceglie di aderire. Per alcuni lo scopo di questo libro potrebbe essere di mettere davanti all’evidenza i cristiani: la Bibbia pullula di contraddizioni e falsità, e per dirla come Odifreddi: << non possiamo essere cristiani e meno che mai cattolici se vogliamo allo stesso tempo essere razionali e onesti. La ragione e l’etica sono incompatibili con la teoria e la pratica del Cristianesimo >>. Ma io dico che questa posizione di pensiero è il punto da cui i cristiani dovrebbero partire per cominciare a spiegare in modo sereno che cosa significa essere cristiani nel mondo di oggi. È il punto di inizio per spiegare che cosa è la Bibbia nel mondo contemporaneo, senza compromessi o rancore. È il punto di partenza per spiegare la nostra imperfezione che traspare anche dai testi a cui abbiamo scelto di credere, non negando le contraddizioni né imponendo una moralità cieca e sorda all’uomo, ma anzi ponendo l’uomo davanti alla moralità. Leggere questo libro significa entrare in contatto anche con i nostri dubbi e le nostre contraddizioni, permettendoci di avvicinarci ancora di più a chi non crede.

Editore: LONGANESI 2007

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