GIUGNO 2013 N.32

WAACKING E VOGUING di Laura Cavicchi ’93

In MUSICA, SPORT on 6 novembre 2011 at 05:00

Quando mi viene chiesto che tipo di danza faccio e rispondo waacking e voguing mi sento rispondere: “Cosa? Eeeh? Come si scrive?” Non posso darvi torto se non avete mai sentito parlare di questi stili; nemmeno io li conoscevo prima di iscrivermi a un corso di hip hop e trovare un nuovo mondo. La prima volta che ho partecipato a una lezione, mi hanno detto che questi stili sono nati nei locali gay. Inizialmente ero scettica, ma poi questa danza mi ha presa e incuriosita. A dire il vero nemmeno io conosco tutte le componenti degli stili, in quanto di solito la nostra lezione si basa soprattutto sul freestyle, che consiste nel fare più o meno ciò che si vuole. In fondo  non credo serva sapere perfettamente la teoria di una danza per ballarla, perché la danza è libera espressione del corpo e dell’anima. Questa perciò è un’occasione anche per me per comprendere a un livello maggiore le “cose” fatte in palestra. (Non preoccupatevi, non scrivo parole a caso, ho chiesto aiuto alla mia insegnante.) Attualmente i ballerini danzano in entrambi gli stili, anche se sono molto diversi. Voguing È lo stile che più mi affascina. Nasce dal copiare le pose delle modelle, non a caso prende il nome dalla rivista di moda Vogue. Questo stile venne reso famoso da Madonna negli anni ’90 nella omonima canzone Vogue .

Ciò che si nota, anche dal testo della canzone, è la sicurezza in sè stessi che questa danza richiede e che contemporaneamente porta ad acquisire . Come dice sempre Barbara, la mia insegnante, se non si è sicuri di sè, non si può convincere un’altra persona ad esserlo. La sicurezza aumenta mano a mano che si balla. Ricordo le prime volte in cui provavamo una sfilata: ci sentivamo stupidi e insicuri . Ora pensiamo solo a cercare un bella posa, senza curarci del fatto che ci esibiamo davanti a tutti. Camminare in passerella sembra semplice e banale, in realtà trasmettere sicurezza e catturare l’attenzione dell’osservatore non lo è affatto! Provate, per esempio, a camminare davanti ai vostri amici esibendovi in una o due pose qualsiasi e ditemi se non vi sentite stupidi. Il Voguing nasce a New York, capitale della moda statunitense, negli anni ’80, anche se è molto difficile stabilire una data precisa perché questi balli nascono spontaneamente dalla gente. Poiché prende ispirazione dal mondo del fashion deve sembrare “freddo” in quanto i ballerini imitano le espressioni delle modelle, cercando di apparire e muoversi come loro. Basandosi sulle foto delle riviste di moda questo stile studia le linee dei corpi in modo da creare immagini bidimensionali con innumerevoli giochi e composizioni. Questo viene definito Old Way (un “sottostile” del voguing). Successivamente, nel New Way, la tecnica si è evoluta aggiungendo contorsioni delle braccia e locking. Entrambi gli stili convivono. Un altro sottostile del voguing è Vogue Femme: stile estremamente fluido con movimenti ricercatamente femminili ed esasperati, spesso influenzati dalla danza classica e moderna. Il Voguing viene ballato sul ritmo delle musica “House”.

Il Waacking nasce al contrario nella West Coast statunitense, in particolare a Los Angeles, nota per i suoi studios cinematografici. Lo stile si ispira infatti al Cinema e, al contrario del voguing vuole raccontare una storia. Emerge quindi la personalità di chi balla, che può esprimere sensazioni ed emozioni diverse ispirate dalla musica, che in questo stile è la Disco degli anni ’70 e ’80. Del waacking si hanno notizie dagli anni ’70, ma anche in questo caso è difficile fornire date precise sulla sua nascita, legata ai locali e quindi alla libera espressione delle persone. I ballerini di entrambi gli stili si incontrano nelle “battle”, ovvero brevi sfide a eliminazione diretta di uno dei due partecipanti. Per il voguing vi sono anche sfide di sole sfilate chiamate Runway . Per entrambi gli stili è fondamentale il ritmo musicale. Eseguire una posa senza un accento musicale o una melodia perde di significato e di efficacia . Giocare sulla musica, ballare prima sulla voce e poi sul “beat”, rende la performance più interessante e divertente nonché difficile. Vi riporto un esempio di sfida di waacking.

Per riassumere i due stili ( prima waacking e poi voguing): http://www.youtube.com/watch?feature=player_profilepage&v=xy8h1Xp8gjY

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  1. Begli esercizi per il corpo e per la mente: non conoscevo nessuno dei due e credo che la loro diffusione, come tutte le discipline più o meno sportive, possa solo fare del bene a chi le pratica. Ancora meglio se riescono ad attirare giovani finora poco propensi al movimento e magari a rafforzare personalità e consapevolezze di sè.

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