GIUGNO 2013 N.32

QUALE FUTURO CI ATTENDE? di Davide Sandoni ’86

In OPINIONE, POLITICA on 6 novembre 2011 at 05:02

Devo ammetterlo: solo ultimamente mi sono reso conto della reale gravità della situazione socio-economica in cui ci troviamo: fino a qualche mese fa mi trovavo sui “banchi” dell’università, in un mondo un po’ distaccato, a sé stante, fatto di esami, crediti e laboratori; insomma tra tutti questi impegni non prestavo particolare attenzione agli echi di una crisi che sembrava toccarmi solo da lontano. Poi ho iniziato a lavorare e il mio punto di vista è cambiato radicalmente: i discorsi con colleghi più grandi e il contatto quotidiano con il mondo lavorativo, mi hanno spinto a prendere effettivamente coscienza della grave situazione che incombe sul nostro paese, sulla nostra economia e soprattutto … su noi giovani! So di essere assolutamente fortunato ad aver trovato un impiego dopo così poco tempo dalla laurea; purtroppo molti miei amici e conoscenti non hanno avuto la stessa sorte e sono ancora alla ricerca di un lavoro stabile. Lo stesso accade, dati ISTAT alla mano, a circa il 29,3% della mia generazione: tale è infatti la percentuale di disoccupazione che si è registrata nel settembre 2011 tra i giovani dai 15 ai 24 anni.

Anche il tasso di disoccupazione generale è in crescita: quello maschile è salito al 7,4%, mentre quello femminile si è attestato al 9,7% della popolazione attiva. Questi dati sono i peggiori degli ultimi anni e mostrano una tendenza costante all’aumento che non fa certo presagire un futuro migliore, almeno in tempi brevi. Il fatto che circa un giovane su 3 sia attualmente senza lavoro è di per sé un fatto sconfortante, tanto più se si considera che la maggior parte delle occupazioni è a breve termine e non offre garanzie di lunghe durate. In più, secondo le ultime disposizioni di legge, si avrà negli anni futuri un allungamento dell’età pensionabile, cosa che renderà ancora più fragili le speranze dei giovani i quali, oltre a competere tra loro per trovare un impiego, dovranno fare i conti con un cambio generazionale sempre più lontano: in questo modo i posti di lavoro disponibili diminuiranno ulteriormente. Ecco quindi il paradosso: mentre molti giovani (e meno giovani) cercano un’occupazione, tanti altri non riescono ad abbandonarla. Ma c’è un’altra cosa che mi fa ancor più indignare, cioè sapere che tutte queste riforme e questi tagli per risparmiare e abbassare la spesa pubblica sembrano rendersi necessari per far fronte al nostro enorme debito pubblico. Questo fardello che ci portiamo dietro da decenni, risultato di una politica economica a dir poco dissennata, si aggrava ogni anno di più a causa degli elevati interessi promessi agli investitori. La cosa davvero gravissima è che tali interessi sono oggi oggetto di una speculazione finanziaria che viene gestita, a livello mondiale, da poche società: in altre parole, la vita di milioni di persone e di lavoratori viene condizionata dalle decisioni di quei pochi individui che tengono le redini dell’alta finanza (come le società di rating). A chi volesse farsi un’idea su questa situazione, che ritengo davvero vergognosa, consiglio di guardare la puntata di “Report” andata in onda su RAI3 il 30/10/11 (disponibile sul sito internet del programma). Essendo io un giovane che vorrebbe iniziare una propria vita (possedere una casa, farsi una famiglia…) mi trovo a costatare la desolante mancanza di opportunità che il futuro offre a chi si trova nelle mie stesse condizioni (non solo lavorativamente parlando). A mio modo di vedere, il vero problema dei giovani di oggi è proprio questa mancanza di prospettive, che toglie fiducia e soffoca le speranza. Concludo con una domanda provocatoria: se consideriamo che molte persone che avevano già una vita e un lavoro ben avviati si sono trovate all’improvviso sul lastrico e faticano ora ad andare avanti, con quale coraggio oggi i giovani possono iniziare una loro vita autonoma?

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  1. Argomento di estrema attualità e urgenza. Tanti oggi aspettano un miracolo dal nuovo governo e tanti altri, disillusi da precedenti esperienze, non si aspettano più nulla. Ma i giovani “devono” sperare nel futuro, perchè se anche loro si arrendono, siamo perduti tutti. Lo spostamento inesorabile in avanti dell’età pensionabile è in effetti una delle cause del disagio di oggi: gli anziani non vedono la fine del tunnel- sempre che la fine della vita non arrivi a pareggiare il conto con l’ente pensionistico…- e i giovani vedono sparire man mano le possibilità di inserirsi stabilmente nel mercato del lavoro. Si parla sempre più di flessibilità, di mobilità ma quel che resta alla fine sono i giovani costretti a ricorrere alla dipendenza dalla famiglia di origine, senza avere possibilità e forza per crearsene una. Speriamo solo che sia una fase e che, ancora una volta, la nostra società trovi la capacità di mettere toppe sugli strappi e possa sfoggiare un abito più povero ma ugualmente dignitoso.

  2. CIAO Davide, vorrei lasciarti un commento e, non so, se da Amico, da Adulto, da Genitore o da Catechista…EX.. Mi ha colpito il titolo.. Tu ti chiedi “quale futuro CI attende..” E’ prorio così ..CI ATTENDE.. Da Amico. Adulto, Genitore, Catechista.. ( ripetizione..) non lo so.. questa volta non ho una risposta, perchè non riguarda solo il mondo del lavoro, ma anche tante altre cose.. ( il nostro modo di vivere spendendo e consumando oltre il nostro bisogno.) Forse per la prima volta il nostro Paese ha davvero passato il segno o il sogno di un vivere TROPPO sereno rispetto al mondo che ci circonda. Siamo negli 8 GRANDI della terra ( anche se piccoli rispetto ai 6 miliardi di abitanti..) siamo una Potenza industriale , siamo… tante cose .. ma siamo in mano a Pochi.. Pochi .. che decidono per noi . Abbiamo davvero vissuto molto al di sopra delle nostre possibilità ( mancanza di materie prime.. consumismo all’eccesso.. ) e anche per colpa di Uomini maturi che sapessero progettare un FUTURO non solo per fini economici. E’ anche colpa mia.. mi sono messo in fila anche io per seguire i modelli proposti.. Ma non è finito il Mondo… abbiamo dei progetti da realizzare.. delle cose da scoprire.. da vedere.. da vivere.. ADESSO TI DICO SOLO..CHE CI VUOLE DEL CORAGGIO.. e lasciarsi andare..
    ..facciamoci gli AUGURI..
    KRIKKA ’60

  3. Vorrei allargare lo spazio del nostro futuro di cittadini. Intanto condivido lo spirito dell’articolo che ho appena letto:non è che l’Italia sia messa proprio così come ce la vogliono far credere,ma sono interessi enormi che ci stanno dietro: vedrete ,quando i titoloquotati in Borsa saranno andati giù un bel po’ quale corsa ci sarà ad acquistarli per pochi euro a fronte di aziende che valgono molto di più. Ma vorrei dire un’altra cosa alla Direzione del giornale (oltre a lodare la bellissima iniziativa e tutti gli inserzionisti): è possibile parlare del futuro dei donatori di sangue ? avere il sangue a disposizione è un nostro diritto di persone,ma il sangue non si fabbrica SI DONA;Bologna e l’Italia ha bisogno di donatori; io sono al S.Orsola come Fidas-Advs ,al Maggiore c’è l’Avis e cerchiamo donatori per la collettività:ogni mattina che apriamo le finestre,Bologna ha bisogno di 200 donazioni:questo bellissimo giornale,i cui lettori sono ina gran parte giovani,può farsi da tramite per questo argomento ? E’ un futuro di speranza nella vita che ci aspetta. GRAZIE

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