GIUGNO 2013 N.32

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SOTTO LE BOMBE DELL’INFORMAZIONE di Anna Brighetti ’88

In OPINIONE on 6 novembre 2011 at 05:03

Qualche giorno fa, ero in macchina e tra una canzone e l’altra in radio, è passato un vero e proprio bollettino di guerra… pardon! Volevo dire giornale radio. Cavolo!!… ho subito pensato, io sto guidando indisturbata e forse anche un po’ assonnata e fuori dal mio piccolo mondo sta succedendo di tutto. Nei giorni successivi, le reazioni di fronte agli ulteriori giornali-radio e telegiornali sono state diverse, ma il “succo” era lo stesso: ero disorientata e capivo metà delle informazioni che passavano. Noi, in continuo movimento, siamo costantemente bombardati da informazioni. Ecco perché ci si può sentire sbigottiti quando si sente dire alla televisione che la borsa, in un giorno solo, ha perso il 12%, senza capire il perché di tutte queste perdite in una sola volta; oppure rimanere storditi di fronte alle dichiarazioni inglesi e americane che scommettono sul fallimento dell’Italia, … e poi… il nubifragio, la morte di Gheddafi, la Palestina, finalmente diventata membro dell’Unesco, i portavoce americani e inglesi che lasciano trasparire la volontà di compiere un possibile attacco militare in Iran, i “los indignados”, il questionario Istat, il G20, gli scioperi, lo spread, il FITS MIB, il deficit, l’austerità, il debito pubblico, le ultime stime che dicono che in India nel 2010 sono state abusate sessualmente 5 mila bambine …ed infine, per chi ancora non lo sapesse, è arrivata la conferma che Belen è incinta…

L’elenco potrebbe continuare all’infinito e non so voi, ma io per l’ennesima volta, a brucia pelo, riesco solo a pensare: “Cavolo!!”. La maggior parte di queste notizie non si comprendono, non si capisce da dove vengano e quali siano gli altri eventi connessi. Questo continuo bombardamento, frutto della globalizzazione dell’informazione, ci impedisce di capirne veramente il significato; molte volte ci mancano le conoscenze e le nozioni di base per capire la notizia, prima ancora di poter valutare se la notizia è di parte o se ci interessa. Ci sono anche altri pericoli che si nascondono dietro l’angolo: non ascoltare le notizie o ben presto dimenticarle, oppure cadere in un’ubriacatura di notizie da far catalizzare il nostro cervello (il cui nome appropriato è information loading) e perdendo così di vista la realtà. Nel sentire i discorsi tra miei coetanei sull’autobus, ma anche delle persone più grandi, mi sono accorta che la reazione all’invasione informatica – troppe notizie – è quella di adottare un comportamento di chiusura rispetto l’esterno; quindi alla domanda ” hai sentito che…?” la risposta è “ma chissenefrega!” “ma cosa diavolo stai dicendo?” e ancora “che palle!”, oppure “per me tutti possono andare al rogo!”. La situazione politica, sociale ed economica sarà sconcertante, però non si può subire tutto! Deve esserci uno sforzo sacrosanto per provare ad orientarsi tra le informazioni e provare ad interpretarle! E’ il minimo! O per lo meno se  veramente non mi interessa quello che succede al di fuori della mia piccola dimensione, allora poi non posso lamentarmi. Sentendo i discorsi delle persone sull’autobus avrei avuto voglia di scuoterle e “shakerarle” un po’ per rianimarle! Basta usare internet per guardare le notizie più strane, la televisione  per i programmi più idioti e la radio solo per la musica! Possiamo essere cittadini del mondo anche da casa nostra. Lasciamo accesa la curiosità contro quella inconcludente apatia che ci spegne il cervello e ci annoia! Per concludere, contro tutte le forme di apatia e di sonnolenza mentale che ci affliggono, vorrei ricordare la famosa citazione di J.Milton: “Prima di ogni altra libertà, datemi la libertà di conoscere, di esprimermi e discutere secondo coscienza!