GIUGNO 2013 N.32

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SALVIAMO WIKI di Clara Fiorentini ’94 e Marta Mosticchio ’94

In ATTUALITA', POLITICA on 9 ottobre 2011 at 05:42

Wiki è un termine hawaiano che sta a significare “veloce”, mentre il suffisso -pedia deriva dalla parola enciclopedia che a sua volta ha origine greca, da EGKYKLOPAIDEIA, dove EGKYKLO significa “in circolo” mentre PAIDEIA significa “istruzione”. Il significato di Wikipedia è pertanto “istruzione veloce”. Ma questa enciclopedia non è solo veloce, è anche la più libera e fino al 4 ottobre in Italia era a disposizione di tutti sul web. Ma cosa è successo? Perché da qualche giorno a questa parte se cerchiamo di aprire una pagina di Wikipedia tutto quello che ci appare è una schermata in cui si accenna addirittura alla futura scomparsa del sito? Wikipedia è considerata un sapere neutrale, gratuito e libero. Forse troppo libero? La lettera a) del comma 29 del ddl sulle intercettazioni e sulla quale i parlamentari hanno discusso in questi giorni, avrebbe anche delle ripercussioni sulla libertà di Wikipedia e, come questo, su molti altri blog o siti web. Se questa legge fosse davvero stata approvata per quella che era originariamente, non sarebbe stata altro che la riprova della resistenza della società odierna, ostile ad un mezzo comunicativo come internet  considerato rivoluzionario dal mondo intero, e che (forse proprio per questo?) in molti cercano continuamente di imbavagliare dal momento che spesso “dà fastidio”! Questo “fastidio”  è denunciato da sempre più persone, l’ultimo caso è quello del rocker Vasco Rossi, le cui lamentele per diffamazione hanno contribuito all’annuncio del 3 ottobre riguardante la chiusura del sito Nonciclopedia. Il giorno seguente, precisamente il 4 ottobre, è apparso su Wiki l’annuncio che ci ha sconvolto!! E come è successo a noi, sicuramente è successo alla maggior parte degli italiani per cui quest’enciclopedia era diventata un punto fermo nella quotidianità. Il comma 29  quindi rischiava di istituire il diritto di poter chiedere la rettifica di notizie comparse sulla rete. Se qualcuno avesse ritenuto che fosse stata scritta in una qualche parte del web una cosa falsa (a suo parere) o a suo danno, poteva chiederne la rettifica con una mail. Inoltre il responsabile del sito era tenuto, entro 48 ore, a pubblicare la rettifica rischiando di creare interminabili liste d’attesa per la rimozione dal web dei contenuti più o meno offensivi. La modalità di rettifica sarebbe stata personale; non credete forse che sarebbero potute scomparire dal web pagine che magari non sono per niente comode a certe persone? Il 4, 5, e 6 ottobre Wikipedia ha “scioperato”, e tutte le voci dell’enciclopedia in lingua italiana sono state oscurate. Questa forma di protesta aveva come fine quello di rendere evidente quanto il ddl, attualmente in fase di approvazione alla Camera, potrebbe minare la neutralità e la libertà di Wikipedia; sono però già state effettuate modifiche al suddetto disegno di legge, anche se ancora da approvare in via definitiva. In conclusione il comma 29 del ddl sulle intercettazione, così rivisto, renderebbe soggetti ad eventuali rettifiche e cancellazioni di commenti ritenuti lesivi della persona solo i siti di giornali registrati, non la più grande enciclopedia online o altri tipi di blog. Dobbiamo inoltre riconoscere che piattoforme come Facebook, Youtube o Wikipedia sono partite vuote e sono arrivate a tutto ciò che oggi possiamo leggere o consultare online, un patrimonio inestimabile sotto molti punti di vista. Contribuire attivamente alla costruzione della conoscenza collettiva nel mondo digitale migliora noi stessi, ed è  giusto  continuare a farlo, nei limiti del rispetto delle idee e delle persone.