GIUGNO 2013 N.32

ESTA ES LA JUVENTUD DEL PAPA del gruppo giovani ’95

In SPIRITUALITA' on 11 settembre 2011 at 04:00

Esta es la juventud del Papa !!! Esta es la juventud del Papa … Esta es la juventud del Papa !!! Immaginate più di un milione di giovani gridare ad una sola voce questa frase, con tutto l’entusiasmo di chi trova in esso un motivo di unione col prossimo. Questo è stato il clima che abbiamo vissuto durante la Giornata Mondiale della Gioventù a Madrid nella settimana dal 15 al 21 agosto 2011; per chi c’è stato ha portato una grande forza e una grande speranza, o almeno questo è ciò che è accaduto a noi del gruppo ‘95. Prima di raccontarvi il nostro pensiero in merito all’esperienza spagnola, vogliamo fare un po’ di cronaca e descrivere le nostre giornate. Arrivati a Madrid, lunedì 15 agosto alle 18.45, eravamo pronti e attivi per andare alla ricerca del nostro alloggio. Direzione Arganda del Rey, zona sud-est della provincia madrilena, ma arrivati alla meta una sorpresa: dietrofront, cambio alloggi comunicato l’istante stesso. Direzione Campo de las Naciones, metro 8; ora la meta era Ifema, zona fieristica di Madrid, nonché a nord e molto vicina all’aeroporto. Ifema: ricongiungimento con altri giovani bolognesi e non solo (ore 23.35); sistemazione nei padiglioni 4 (maschi) e 6 (femmine) e cena al sacco offerta dall’organizzazione (ore 1.40 circa). Fermo immagine: un enorme puzzle di migliaia di zaini, sacchi a pelo, moduli e cerate. Martedì 16 agosto: eravamo ancora nel pieno dei preparativi e in attesa degli ultimi arrivi e delle 20.00, ora in cui si sarebbe tenuta presso Plaza Cibeles la S.Messa inaugurale della JMJ 2011 presieduta dal vescovo di Madrid. Quindi, prima di tutto, distribuzione pass per alloggi e per la metro, i ticket per mangiare, lo zaino del pellegrino (cappello, ventaglio rosso JMJ 2011, maglietta, vangelo di Matteo, rosario, birra analcolica …). Armati di bandiera italiana, siamo partiti in direzione Plaza Cibeles, nel pieno centro di Madrid. Arrivati a Nuevos Ministerios è iniziato il nostro tour; girando per le strade madrilene, si incontravano fiumi di giovani pellegrini da tutto il mondo, uniti da un unico saluto “Hola!”. Prima della Messa, sosta presso il Parque del Buen Retiro dove abbiamo conquistato diverse nazioni: no, non è Risiko, ma Argentina, Portogallo, Uganda, Ecuador, Spagna, Repubblica Ceca, Porto Rico, Uzbekistan e altre, sono entrate in nostro possesso grazie allo scambio di bandiere e a promesse di incontrarsi sui social network. Ma il nostro obiettivo, in serata, si era trasformato nel conquistare entro domenica 21 le bandiere del Brasile e dell’Uruguay, considerate quasi inaccessibili a causa dei ripetuti rifiuti ricevuti (ndr: per la cronaca, il Brasile è stato conquistato giovedì sera e  Uruguay domenica mattina pochi istanti prima della messa). S.Messa in Plaza Cibeles: una folla immensa che si sviluppava lungo le quattro strade che si aprivano dall’altare, alla ricerca di un maxi schermo.

Ore 24.00 docce fredde; ore 24.45 circa ricerca di cibo commestibile presso MC Donald o simili. Da mercoledì 17 si entra ufficialmente nei 3 giorni in preparazione all’incontro dei giovani col Papa presso Cuatro Vientos. Ore 10.00 Catechesi (tema: Firme es en la fe, essere radicati e fondati in Cristo, saldi nella fede) con tutti i giovani bolognesi e siracusani, presso la parrocchia di San Miguel Arcanguel di Las Rozas, circa 40 minuti in treno a sud di Madrid. Ore 12.00 circa S.Messa in loco e alle 14.00 direzione centro storico per visitare i più importanti luoghi e monumenti madrileni. Giovedì 18 arrivo e accoglienza del Papa, o meglio “Papino”, da parte di tutti i giovani pellegrini sempre in Plaza Cibeles. Una moltitudine di giovani che cercavano invano di arrivare il prima possibile per vedere il Papa lungo il tragitto previsto con la papamobile,  invocavano a una sola voce “Benedicto…Benedicto!!!”, ma purtroppo sono rimasti a bocca asciutta, compresi noi in prima fila lungo le transenne di Calle de Alcalà, in quanto a causa di alcuni imprevisti (vedi manifestazioni e provocazioni) il comitato spagnolo ha modificato, accorciandolo, il percorso. L’emozione comunque di essere lì e di vederlo per la prima volta sul maxi schermo, sapendo che era presente a pochi metri di distanza da noi, ha trasformato la nostra stanchezza e l’attesa, in continui sorrisi ed espressioni di gioia. Venerdì 19 l’evento culmine della giornata era la Via Crucis, un momento molto particolare. Questa Via Crucis era statica, tutti coloro che vi hanno partecipato l’hanno seguita, seduti, dai maxi schermi predisposti. Questi momenti molto brevi e densi di significato prevedevano, in ogni stazione, l’incontro dei giovani col Papa, sulla base di esperienze comuni, per esempio, giovani disoccupati, giovani lavoratori, giovani emarginati , giovani colpiti dai terremoti di Haiti e del Giappone… Sabato 20 agosto ci siamo messi in pellegrinaggio verso l’aerodromo militare Cuatro Vientos, luogo della Veglia e della S. Messa conclusiva: per le strade madrilene noi giovani pellegrini sembravamo fiumi; ora qui all’aerodromo siamo sfociati in un grande e unico mare.

L’immagine era un continuo arrivo e viavai di giovani alla ricerca del loro settore e del posto dove collocarsi per passare la notte all’aperto. Ore 14.00: un caldo tropicale, secondo fonti spagnole 45°C al sole 38°C all’ombra (ma, quale ombra?) e rubinetti dell’acqua chiusi. Gli eroi del pomeriggio? I pompieri, o meglio “i los bomberos” che con i loro idranti hanno rinfrescato l’atmosfera e le calde giovani teste in attesa dell’arrivo del Papa. Ore: 20.30 arrivo del Santo Padre e delle prime nuvole e inizio della celebrazione. Con il proseguire della Veglia, l’attesa era svanita, ma un altro sentimento prendeva il sopravvento, in tutti i sensi: la minaccia dall’alto, ovvero lampi, saette, tuoni e un gran vento. Infatti nel giro di poco, si è scatenato su tutti i partecipanti, compreso Benedetto XVI, un temporale che ha interrotto lo svolgimento suggestivo della Veglia. Con lo stupore generale “il nostro Papino” è rimasto con noi a prendere l’acqua. Terminata la tormenta, abbiamo partecipato all’adorazione del Santissimo, momento emozionante in quanto se prima regnava una grande confusione, ora invece il silenzio riempiva il cuore e l’atmosfera di Cuatro Vientos. Conclusa la Veglia, il Papa ci ha augurato una buona notte dicendoci di “non avere paura” e che lui ci avrebbe ricordato intensamente. Ore 2.00: pioggia battente che faceva presagire una nottata in bianco, ma osservando il cielo e studiando la direzione delle nuvole, dopo 10 minuti circa, si potevano già osservare numerose stelle e augurare “buona notte, mondo!”. Già dall’alba, i primi movimenti e, verso le  9:00, orario di inizio della messa, i settori predisposti erano già tutti svegli e trepidanti per sentire la voce amica e i pensieri che il Papa ci aveva riservato. Eccolo… pronto per celebrare l’ultima messa madrilena insieme ai “suoi” giovani che lo avevano atteso e acclamato a lungo. Prima di tutto, prima di qualsiasi rito liturgico, Benedetto XVI ci ha ribadito che ci ha pensato tanto e che avendolo aspettato abbiamo dimostrato di non avere paura – emozione che spesso invade e coinvolge noi giovani. La S.Messa è durata due ore di orologio; per noi, invece, è stato un tempo corto, indescrivibile e carico di emozioni, passato tra un susseguirsi di sorrisi, di applausi e di un rispettoso silenzio che ha coinvolto ogni singola persona dei circa 2 milioni di partecipanti a questa liturgia. Prima della benedizione finale, l’atteso annuncio: 2013 Giornata Mondiale della Gioventù a Rio de Janeiro. Tutti avevano atteso questo momento, che è sfociato poi in un lungo applauso e nei primi balli tradizionali da parte degli stessi brasiliani che con il loro entusiasmo hanno coinvolto davvero tutti. Congedo del Papa e ore 13.00 uscita dall’aerodromo per andare alla ricerca di una metro per il ritorno al nostro alloggio a Ifema. Questo percorso verso l’uscita ha reso ancora più incredibile e sconvolgente la realtà: tante tante persone tutte insieme non le avevamo mai viste! In qualsiasi direzione si posasse lo sguardo, si vedevano solo solo solo cappelli, bandiere, polvere, sacchi a peli e zaini, ma soprattutto sorrisi, canti, balli …, GIOVANI. L’ultimo ricordo dell’ultima giornata è stato il nostro cammino “bagnato” verso l’alloggio: bagnato perché le persone dei palazzi del vicinato, incuriositi e coinvolti nella situazione che avevamo appena vissuto, ci aiutavano a sopportare il grande caldo bagnandoci con gli spinelli delle loro docce e con delle gran secchiate d’acqua fredda. Questa esperienza non è stata solo spiritualmente incredibile, ma ha permesso ad alcuni di noi di ritrovare una fiducia che credevano perduta, di riallacciare vecchi legami e di crearne dei nuovi. Un’esperienza così non va sicuramente presa alla leggera, e soprattutto non va solo considerata una vacanza; è un pellegrinaggio, intrapreso con più di un milione di persone che, come noi, credono e hanno fede. Sinceramente dobbiamo ammettere che la nostra fiducia nei confronti della chiesa si era affievolita a causa delle ultime notizie, del modo di comportarsi dei vescovi di fronte a certi fatti e delle parole che alcuni di essi avevano usato per rimproverare i giovani in diverse occasioni; tuttavia a Madrid ci siamo dovuti ricredere. Durante le catechesi che si svolgevano al mattino, a cui seguiva una messa, siamo stati letteralmente ammaliati dai personaggi che sono intervenuti nelle varie occasioni. In questi tre giorni, i vescovi che hanno parlato (Vescovo in Terra Santa, Vescovo di Spoleto e infine il Vescovo di Bologna), ci hanno trasmesso un messaggio di speranza che non avremmo mai pensato di sentire; infatti, hanno parlato con un tale entusiasmo ed una così fervida fede che ti ritrovavi coinvolto direttamente nel discorso. La cosa più bella che ci ha colpito è stato il paragone tra l’amore verso Dio e l’amore tra uomo e donna. Anche il lato turistico dell’esperienza è stato molto interessante: abbiamo visitato Madrid, questa bellissima città, incontrando persone nuove e di altri paesi, scambiandoci bandiere e saluti. L’incredibile di questo nostro viaggio è stata la capacità di aiutarci nei momenti duri e darci conforto e forza l’uno con l’altro. Allo stesso tempo è stato molto emozionante il trovarsi a contatto con persone e culture così diverse dalla nostra, ma nonostante ciò, con molti tratti comuni. La vita del pellegrino ci ha insegnato anche ad apprezzare le cose più semplici, quelle cose che a casa siamo abituati ad avere comunemente, per esempio un letto e una doccia calda. Tutto ciò non solo ci ha aiutati a capire l’importanza delle cose che abbiamo, ma anche a comprendere meglio la difficoltà di coloro che vivono sempre in situazioni di disagio. L’organizzazione spagnola dell’evento ha regalato una città pulita, aperta, disponibile e accogliente. Solo a Cuatro Vientos si sono manifestate delle difficoltà nella gestione della moltitudine di persone presenti; tuttavia questo non ci ha impedito di divertirci e di vivere in pieno questa stupenda esperienza. Auguriamo a tutti voi di partecipare ad una tale manifestazione di gioia e fratellanza!

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: