GIUGNO 2013 N.32

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CAN I HELP YOU LADIES? di Virginia Baroni ’92

In MONDO on 7 agosto 2011 at 01:11

Per essere sinceri il mio viaggio puo’ essere riassunto in questa sola frase…l’ansia della partenza e l’emozione dell’arrivo a Londra; l’incanto della frequentazione e la nostalgia fortissima al ritorno. Tutto è stato strabello ed entusiasmante, non sono certo io che posso parlare con competenza dei monumenti e dei musei di Londra, quello che vorrei raccontare  riguarda la mia esperienza della città, delle persone e l’incanto innegabile del luogo. L’unico problema l’ho incontrato all’Albert Pub, il più antico di Londra, dove, nonostante la presenza e le garanzie date dalla mia genitrice, non ho potuto bere nemmeno un goccio di birra scura……vendetta, o meglio, ritenterò e…..sicuramente le cose andranno in altro modo. La vendetta riguarda senz’altro il cibo tipico: zuppe inqualificabili, marroncine, dolci, caldine….. inquietanti; carne di origine incerta (stinco?), cotta in modo approssimativo, non bollita e non arrosto, con contorno di…. rape, cavolfiori, cipolle… tutto annegato nel pomodoro e zucchero! Da segnalare come particolarità una pappetta di rafano e senape, piccantina ma gradevole. Ovviamente ho sperimentato il Fish and Chips, Mc Donald, English Breakfast: tutto molto surgelato, ma condito con un’ aria speciale….. quella della city. Tutto ha un ritmo diverso, tutti sembrano costantemente agitati durante il giorno, fino alle 18. Dalle 18 in poi la città un po’ rallenta: chi torna a casa, chi comincia la sua serata per divertirsi; sembra assomigliare molto alla vita che conosciamo, quella di tutti i giorni, ma invece a Londra ogni occasione è buona per fare sport, lavorare, o per qualsiasi altra cosa da cui una persona possa trarre beneficio per sè. Io avevo paura ad andare in metropolitana, in mezzo a quella moltitudine di valigette, cravatte, uniformi (tutte accompagnate dall’ immancabile caffè, secondo noi, annacquato), un’infinità di persone che sapevano precisamente dove andare… io mi sentivo un pesce fuor d’acqua. Eppure in mezzo a questo ritmo velocissimo, c’è anche qualche spazio di calma, di relax: i parchi e i mercati. I parchi sono molto curati e altrettanto belli. I mercati sono organizzati benissimo per attirare al meglio i clienti, con la merce anche più bizzarra. Vorrei tornare là per controllare, chissà se al mercato del Covent garden c’è ancora quel simpaticissimo cantante di opere e operette????? Dove sarà il tassista gentile che ci ha portato a messa? Quante persone avrà aiutato ad oggi quel simpaticissimo ciclista fermatosi per chiedere – can I help you ladies?-.

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