GIUGNO 2013 N.32

LA COSTITUZIONE ITALIANA – Art.7

In COSTITUZIONE on 3 luglio 2011 at 00:30

                     

ARTICOLO 7

“Lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani.  I loro rapporti sono regolati dai Patti Lateranensi. Le modificazioni dei Patti accettate dalle due parti, non richiedono procedimento di revisione costituzionale.”


COMMENTO di Francesca Serio’90

In questo articolo viene sancito un principio fondamentale, quello della LAICITA’ dello stato. Lo stato laico è uno strumento indispensabile per assicurare il pluralismo delle opinioni ed è quindi una condizione fondamentale della democrazia. Mentre lo stato confessionale, detto anche etico, è quello in cui dominano le ideologie di pochi uomini in modo dittatoriale. Teoricamente l’ordinamento italiano è distinto e autonomo rispetto all’ordinamento della Chiesa Cattolica, ma nella pratica non è così. L’Italia si dichiara uno stato laico, uno Stato che riconosce e tutela i diritti di libertà di tutti i suoi cittadini e non impone scelte e comportamenti rientranti nelle sfere personali che non contrastino con i diritti degli altri.  A quanto pare  però non è proprio cosi. Il caso Eluana Englaro, oltre ad avere avuto una forte valenza politica, morale e di fede, è la dimostrazione di come ancora oggi sia preponderante l’interferenza della Chiesa nelle questioni dello Stato. Questa cosa suona molto come: “IO voglio che per legge TU non stacca i tubi in ospedale e continui a sopravvivere anche contro la tua volontà”. Io mi chiedo: è giusto che la Chiesa si imponga in una decisione così strettamente delicata e personale, e che uno stato laico come l’Italia abbia permesso che ciò avvenisse per 17 anni?  Un altro esempio di grande impatto morale e sociale, ormai da anni al centro delle polemiche sul rapporto tra Stato e Chiesa, riguarda la condanna di quest’ultima nei confronti degli omosessuali. Secondo la religione cattolica, le relazioni affettive omosessuali sono considerate peccato in quanto  contrarie alla legge naturale, poiché precludono all’atto sessuale il dono della vita. Ma allo stesso tempo afferma che gay e lesbiche non debbano essere discriminati. Cioè: l’omosessualità è insostenibile a livello etico, ma si può tollerare se non ostentata pubblicamente…. E questa non si chiama discriminazione? Non è un negare la propria natura? Tutto ciò non suona come: “IO credo che gli atti omosessuali siano un peccato, quindi TU non devi averli?”  Penso che l’Italia, per quanto si sforzi di essere uno stato laico e quindi di assicurare la tutela dei diritti di tutti i suoi cittadini, non possa e non potrà mai evitare totalmente l’influenza della religione cattolica, anche sulle questioni che sono di competenza esclusiva dello stato stesso. Fin dai tempi dello Statuto Albertino la religione cattolica ha sempre condizionato l’ordinamento italiano con i suoi principi e con i suoi valori etici e morali. Io però in tutto questo noto un forte integralismo, un integralismo che vuole imporre agli altri quello che qualcuno crede per ideologia e per convinzioni proprie, non lasciando ai cittadini il diritto di esprimersi liberamente e di pensarla quindi diversamente. Difendo quindi la laicità dello stato per difendere la mia fede, perché in futuro non vorrei  che, per legge, mi venisse imposto qualcosa in contrasto con essa e quindi con il mio modo di pensare e di vivere.


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