GIUGNO 2013 N.32

IN PIAZZA CONTRO IL LAVORO MINORILE di Michele Brighetti ’94

In ATTUALITA', MONDO on 3 luglio 2011 at 00:33

Una giornata in difesa dei piccoli sfruttati nei campi e nelle fabbriche…perché il lavoro minorile esiste ancora, anche in Italia. Ogni anno, il 12 Giugno, si celebra in tutto il mondo la “Giornata Mondiale contro lo Sfruttamento del Lavoro Minorile”, una piaga tuttora diffusa in Italia e nel mondo. “Le ultime stime disponibili parlano di circa 500.000 minori coinvolti nel nostro paese in attività lavorative di vario tipo”; è quello che ha dichiarato Raffaella Milano, direttore dei programmi Italia-Europa di Save the Children. Sembra un’anomalia lontana, ma non lo è. Lo sfruttamento del lavoro minorile colpisce bambini e adolescenti in tutto il mondo. Italia compresa. Nel nostro Paese, Telefono Azzurro che da anni realizza attività finalizzate a promuovere una maggiore conoscenza del fenomeno, ha ricevuto (dal 2006 ad oggi) oltre 600 segnalazioni relative a casi di bambini e adolescenti coinvolti in situazioni di sfruttamento lavorativo, non di rado vere e proprie forme di schiavitù. “La povertà aumenta il rischio che i bambini siano coinvolti nel lavoro” – denuncia Ernesto Caffo, presidente di Telefono Azzurro.

215 MILIONI DI PICCOLI «INVISIBILI» – Secondo le stime ILO (International Labour Organization ), a livello internazionale, dei 215 milioni di bambini coinvolti nel lavoro minorile, ben 115 milioni svolgono attività pericolose, soprattutto nell’agricoltura. Di questi 41 milioni sono femmine e 74 milioni maschi. Molti di questi bambini sono costretti a lavorare in condizioni disumane.

DEGRADO E ABBANDONO – In Italia la rilevazione del fenomeno è incompleta e poco aggiornata; la mappa del lavoro e dello sfruttamento minorile si concentra soprattutto nel Mezzogiorno e nel Nord-est, con un aumento significativo dei casi in situazioni di degrado familiare e sociale, dove ci sono carenze infrastrutturali, maggiore criminalità organizzata, alti tassi di disoccupazione e povertà. E’ appurato che le difficoltà economiche determinano un aumento della dispersione scolastica e del lavoro minorile, in quanto il percorso scolastico/formativo perde importanza e si tende a privilegiare percorsi alternativi per raggiungere “livelli minimi di sopravvivenza” (per esempio, ricerca di lavoro in nero per guadagnare “qualche spicciolo” pur di non gravare sulla famiglia). Un evento come il 12 Giugno è da segnare e ricordare sul calendario! Chi lavora sotto i 16 anni in condizioni disagiate e in situazioni di lavoro precario, non ha la possibilità di crescere sereno ed è esposto a maggiori rischi di malattia. Per cui gli adulti devono rispettare i più piccoli e tutelare il diritto allo studio di ogni bambino e ragazzo.

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  1. siamo tutti contrari al lavoro dei minori ma quando andiamo a vestirci scegliamo la roba che ci piace senza considerare cosa c’è dietro a una cosa che acquistiamo.

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