GIUGNO 2013 N.32

BOMBOLETTA SELVAGGIA di Michele Malandra ’97

In ATTUALITA' on 3 luglio 2011 at 00:43

Nell’0rmai famigerato “pacchetto sicurezza” del maggio 2008, il governo aveva dichiarato la Tolleranza Zero contro i graffitari. Due anni dopo un consigliere comunale di Milano, appartenente al Popolo della Libertà, ha comunicato: “Milano continua la sua battaglia in prima fila contro i writers e gli imbrattatori. Un progetto di legge inasprisce ulteriormente le sanzioni e le pene contro i “graffitari” per scoraggiare la diffusione delle bombolette spray indelebili. Un nuovo giro di vite che si aggiungerebbe alle azioni intraprese in questi anni dall’Amministrazione Comunale. Infatti un nuovo progetto di legge si propone di intervenire ancor più duramente contro i writers, tanto da aver portato alla prima condanna, a 4 mesi di reclusione, un writer colto mentre colorava i vagoni della metropolitana. Inoltre la proposta è di innalzare le multe (fino a 10 mila € per le cose di interesse storico-architettonico, invece degli attuali 3 mila; e fino a 20 mila € per i recidivi, invece che gli attuali 10 mila) e le pene ( fino a 2 anni, invece che uno, per i luoghi storici). Reati per cui la sospensione della pena dovrà essere subordinata allo svolgimento di lavori socialmente utili. Invece a Bologna è stata creata una task force per schedare le firme dei graffitari che, secondo la procura, sono organizzati in vere e proprie bande. Infatti la procura di Bologna, ha tracciato un identikit dei cosiddetti writers, come gli imbrattatori che sporcano, con le loro opere, portici e palazzi del centro storico, parlando di veri e propri graffitari “seriali”: gruppi di persone, adulte, esperte in materia, che si muovono in modo sistematico. E’ nato per questo un nucleo ad hoc della polizia municipale, deciso a passare alla tolleranza zero, che sta provvedendo a schedare e catalogare le “tag”, ossia firme e sigle dei diversi graffitari. Ovviamente non condivido queste decisioni, non solo perché mi piacciono i graffiti, ma anche perché li considero un’espressione artistica e un modo per “colorare” la città invece che sporcarla. I writers hanno un codice di condotta, ed è importante ricordare che un “pezzo” non viene mai fatto sui monumenti, fanno quasi sempre parte di una crew (un gruppo di writers accomunato da una parola) e ognuno ha una tag, cioè una firma di riconoscimento. In Italia il writer viene spesso paragonato a un vandalo che rovina la città, infatti di solito i graffiti sono solo visti e considerati come  fattori che rovinano e degradano. La scuola media A.Volta, durante lo scorso anno scolastico, ha organizzato un laboratorio di graffiti con l’Associazione Alza Bandiera che ho apprezzato molto, perché mi ha dato la possibilità d’imparare diverse tecniche e ricevere dei suggerimenti utili; alla conclusione del corso abbiamo realizzato un murales sul muro della scuola. Inoltre un’altra opportunità che mi piace è  lo spazio concesso al Parco dei Pini a  Borgo Panigale dove ci sono muri sui quali poter esprimere il proprio talento.

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  1. considero anche io i graffiti delle opere artistiche ma quando vedo solo delle spruzzate qua e là senza senso penso non si abbia rispetto per le cose altrui perchè c’è qualcuno che subisce

  2. Graffiti sì, ma a condizioni precise: spazi autorizzati, gradevoli alla vista, con una minima base artistica, rispettosi dell’estetica e dell’ambiente(vogliamo parlare delle bombolette?)

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