GIUGNO 2013 N.32

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CARA PATRIA, TI SCRIVO… di Tommaso Petrella ’84

In CRONACA, POLITICA on 5 giugno 2011 at 03:18

Cara Patria, ti scrivo…

ti scrivo che il 15 Aprile 2011 è morto un ragazzo italiano di nome Vittorio Arrigoni detto Vik, in terra palestinese, per mano, è stato detto, di alcuni militanti jihadisti, estremisti anti-Hamas e anti-Fatah. Te lo scrivo ad alta voce, perché Tu, a distanza di giorni, non te ne sei minimamente accorta, non te ne sei accorta quando son cominciate a susseguirsi le menzogne sulla causa della sua morte e sui suoi assassini, anzi, magari in quel momento un tuo addetto ai lavori era a stringere la mano, per altri motivi, proprio ai mandanti dell’assassinio. Non te ne sei accorta dal giorno in cui è arrivata la salma in aeroporto: non eri lì con la tua bandiera o con il tuo politico ad aspettarla, come di solito fai con gli “eroi” che vanno a portar la “pace” e  ad esportar “democrazia” in tuo nome. Non te ne sei accorta nemmeno quando un gruppo di ragazzi faceva calare, dal cavalcavia dell’autostrada A1, un’ immensa bandiera della Palestina, mentre Vittorio passava dentro la sua bara, neanche lì ti ho vista tramite una tua principale testata giornalistica o una tua importante rete televisiva, ad immortalare lo splendido gesto di alcuni sognatori. Non te ne sei accorta nemmeno quando tantissime persone con tantissimi ideali e pensieri, da paesi diversi, erano a piangere  tutte unite  insieme al suo funerale, gettando in tantissimi sguardi e abbracci la loro indignazione, il loro sgomento, la loro tristezza, ma anche tutte le loro speranze e i loro sogni, che una persona come lui ha saputo fortificare e far rinascere con la propria testimonianza di umanità.

Vik lottava e sperava con un’utopia chirurgica nella striscia di Gaza, assieme al popolo palestinese, ma per il suo pensiero e per il suo ideale nel 2005 venne inserito nella lista nera delle persone sgradite ad Israele, perché avrebbe potuto testimoniare contro di esso per crimini di guerra, e per tale motivo arrivò a conoscere l’ospitalità Israeliana, tramite le botte dei militari che poi lo abbandonarono in territorio giordano. Qualche anno dopo invece, nel 2008, venne ferito e incarcerato sempre da questa tua patria amica, perché era insieme a 15 pescatori palestinesi che pescavano nelle proprie acque, ma questo evidentemente non è concesso a persone che tutti i giorni vedono calpestarsi la propria dignità. Cara Patria, perché non te ne sei accorta e continui a non accorgertene di figli come Vik? Perché i tuoi figli buoni vengono abbracciati da familiari, amici, conoscenti e sconosciuti, ma mai da te? Cara Patria, Vik diceva sempre: “Restiamo umani”, e secondo me in fondo in fondo l’hai sentito mentre lo diceva, perché quando le persone presenti al funerale hanno intonato tutti insieme “Bella ciao”, lì un sorriso e un timido saluto ti son scappati, ne sono certo. Cara Patria, svegliati, vieni anche Tu ad abbracciare e tenere in vita con pensieri, parole e azioni, i nostri fratelli come Vik.

Ora ti saluto, buon risveglio e anche Tu resta umana!