GIUGNO 2013 N.32

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I GIOVANI URLANO, IL GOVERNO NON SENTE di Anna Veronesi ’95

In POLITICA on 2 gennaio 2011 at 00:14

Numerose scuole e facoltà in questo periodo di mobilitazione occupano le proprie sedi, manifestano in piazza, occupano i monumenti creando disagio, ma perché? La maggior parte delle persone pensa che i ragazzi che aderiscono alle manifestazioni e protestano contro la Riforma Gelmini  non sappiano effettivamente ciò che questo decreto andrà a cambiare e come  influenzerà il loro futuro. E’ triste ammettere che in parte questo è vero, benché alcuni di noi siano ben informati sui principali avvenimenti politici di questo stato di cui, noi ragazzi, abbiamo bisogno di sentirci parte. Cosa cambia il decreto Gelmini per quanto riguarda l’istruzione pubblica?

-Reintroduzione del voto in condotta;

Reintroduzione del maestro unico con classi da almeno 30 alunni nelle scuole primarie;

Tagli del personale scolastico (vale a dire la metà degli insegnanti e un terzo dei bidelli);

Tagli di moltissimi fondi con conseguente diminuzione delle attività scolastiche: gite, laboratori, attività extracurricolari;

Accorpamento di piccoli istituti con altri più grandi (spariranno almeno 4000 scuole);

Diminuzione delle ore di insegnamento negli istituti tecnici e  professionali;

Diminuzione delle ore di insegnamento nei licei;

Tagli dei fondi per la ricerca universitaria con conseguente “fuga di cervelli” all’estero e scarsa innovazione in Italia.

Inoltre la Gelmini si è detta contraria all’abolizione dei test d’ammissione all’università ed introducendo nel Consiglio d’Amministrazione il 40% di privati  permetterà di fatto a chiunque di gestirle come preferisce, imponendo le tasse a piacimento; quindi le università saranno sempre più costose per gli studenti, già in difficoltà per le spese di vitto e alloggio. Numerosi  docenti, tra l’altro, rimarranno senza lavoro.  In sintesi un aumento generalizzato di disoccupazione e non-istruzione in cambio di soldi per quella  macchina statale definita azienda. Purtroppo anche tra i  ragazzi che si interessano, che si informano e che lottano per ciò  in cui credono, ci sono delle spaccature di tipo ideologico sul differente modo di protestare. Principalmente i ragazzi tendono ad agire in modo impulsivo e con atti che creano un forte disagio alla popolazione, mentre altri tendono a protestare in modo conforme alla legge mirando a far sentire la loro voce in modo pacifico. In questo periodo ci sono state parecchie manifestazioni e blocchi del traffico organizzati da ragazzi che vorrebbero  un cambiamento radicale della scuola e  un miglioramento dell’istruzione, ma non con una riforma così, che non li soddisfa e che non condividono. Questi atti, che ultimamente portano i giovani nelle piazze delle città, hanno dimostrato quale forte interesse e che grande forza di volontà ci sia in tantissimi studenti che puntualmente partecipano in modo attivo alle proteste. La domanda che alla fine di tutto ciò viene spontaneo porsi è: ” Perché nonostante il numero e le idee attive dei giovani, all’interno del governo non c’è una persona con una mentalità più aperta e “giovanile” disposta ad ascoltarci, cosi che anche noi possiamo avere maggiore voce in capitolo?”

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